L’ambientalista scettico (Bjorn Lomborg)

di Tennyson il 13 giugno 2010 · 1 commento

L’ambientalista scettico è un libro che secondo me va sicuramente letto per gli spunti che offre, a prescindere dal fatto che sia stato spesso strumentalizzato indegnamente dai “negazionisti” dei problemi ambientali. Bjørn Lomborg – questo va ammesso – in effetti dimostra a volte che alcune affermazioni e delle previsioni degli ambientalisti sono frutto di esagerazione o analisi parziali e ci ricorda che comunque la critica va sempre e comunque esercitata.

Lomborg, che di formazione è un economista e statistico ed in passato è stato attivista di Greenpeace, con questo libro vuole dimostrare che il nostro pianeta gode oggi di una salute relativamente migliore rispetto al passato. Tra le cose che Lomborg sostiene è che le condizioni dell’aria oggi sono le migliori da decenni e che le foreste stanno aumentando e le acque sono nel complesso più pulite del passato.

Le affermazioni di Lomborg sono state oggetto di feroce dibattito e spesso confutate per anni, ma non è questo che rappresenta l’attrattiva del libro.

E quale sarebbe la vera attrattiva? La mia opinione è che le tesi ambientali di Lomborg siano effettivamente da prendere con le molle. Non mi dilungo sul filone dei cosiddetti “Lomborg errors”, ossia la lista di errori commessi ed affermazioni poi confutate pubblicamente da autorevoli riviste scientifiche, come Science, Scientific American o Nature o Science. C’è da dire che lo stesso Lomborg ha riconosciuto in più di un’occasione di non essere una massima autorità dal punto di vista delle questioni ambientali (e questo potrebbe anche chiudere il discorso): il suo forte è l’approccio statistico a problemi complessi e la capacità di estrinsecare i nessi tra fenomeno ambientale e dinamiche economiche.

Ma la tesi ultima di Lomborg – e qui viene il maggiore valore aggiunto del suo contributo, sul campo economico, o meglio delle policy – ripresa più diffusamente in interventi più recenti, è che i programmi di riduzione delle emissioni non siano la risposta corretta al global warming, in quanto le conseguenze economiche negative secondo lui più che compenserebbero il beneficio in termini ambientali. Risposta corretta, secondo Lomborg, sarebbe invece sviluppare aggressivamente l’economia delle fonti rinnovabili e puntare ad una forte e decisa riconversione del nostro modello economico. E su questo – a prescindere dal fatto che Lomborg possa essere confutato o meno – è difficile dire che Lomborg non abbia un punto solido vedendo la storia recente: sono in sostanza spunti che rimangono attualissimi.

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