La bici solare pulisci-portici

di Erika Facciolla del 8 settembre 2014

L’energia del sole per pulire, a Bologna arriva la prima bici solare pulisci-portici. E’ questa l’ultima trovata del Comune felsineo e della consorziata azienda locale Hera per sopperire alle esigue risorse economiche messe a disposizione per la cura e la pulizia degli spazi pubblici e dei luoghi di importanza storica della città.

Negli ultimi anni, infatti, al crescente degrado urbano si stava accompagnando un dilagante senso di abbandono e incuria anche dei simboli storici di Bologna, come i famosi portici che – vale la pena ricordarlo – sono stati inseriti nel 2006 nella lista propositiva italiana dei siti candidati a diventare Patrimonio dell’Unesco.

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Le ‘mini-spazzatrici solari’ dovrebbero circolare numerose per i portici della città reinventando la classica figura dello spazzino attraverso un mezzo tecnologico. Si tratta, infatti, di un triciclo a pedalata assistita completamente ecologico, accessoriato con una spazzatrice elettrica (quindi silenziosa) che si alimenta grazie all’energia del sole raccolta da piccoli pannelli solari.

I tricicli-spazzini messi finora in circolazione sono 6, un numero fin troppo esiguo per poter apprezzare i primi risultati concreti lungo i 40 km di portici che si snodano nel centro storico della città!

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Nell’attesa che la flotta aumenti e che l’iniziativa si riveli davvero efficace,  i cittadini bolognesi assistono al lento declino dei porticati. Ma come mai, viene da chiedersi, un simbolo storico e artistico così rilevante è lasciato all’incuria? La risposta la troviamo sul sito ufficiale di Hera che dedica una pagina all’argomento dove si ricorda che:

La pulizia dei portici spetta ai frontisti in base al Regolamento Comunale che considera tale suolo privato ad uso pubblico. I portici di Bologna, comunque, vengono spazzati manualmente contestualmente alla pulizia delle strade. Il lavaggio viene effettuato, in accordo con il Comune di Bologna, per uno sviluppo di 400 chilometri all’anno”.

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Dunque, ecco l’idea dell’Amministrazione bolognese, che assegna la cura di un simbolo della città su presupposti e regolamenti ‘medievali’. Infatti i portici li lavano i ‘frontisti’ (commercianti e residenti) mentre gli spazzini passano una volta al giorno per portare via il grosso. Ma se non ci si vuole sporcare le mani, Hera viene a pulire, a pagamento.

Oggi per assicurarsi una vera pulizia dei portici, bisgna prendere il secchio e pulire un marciapiede dalle cacche dei cani e dei piccioni, da sputi e deiezioni animali ogni giorno, nonstante le tasse sull’uso di quello spazio (pubblico, fiscalmente parlando), che per magia diventa privato, quando si tratta di provvedere alla manutenzione e al decoro. Se un barista che ha l’attività sotto al portico si permette di mettere una sedia fuori senza i dovuti permessi, volano multe perchè i portici sono pubblici.

Confidando nelle buone intenzioni del Comune, ai bolognesi non resta che rimboccarsi le maniche e sperare che questa volta l’obiettivo non sia tanto curare la forma fisica degli operatori ecologici, quanto provvedere al decoro di un bene pubblico tanto prezioso con l’ausilio di mezzi innovativi e a basso impatto.

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