La casa che va ad alghe

di Claudio Riccardi del 6 marzo 2013

La casa con la facciata ad alghe sta prendendo forma, ed entro la fine di marzo sarà realtà. Qualche mese fa avevamo fatto un rapido cenno al progetto BIQ – Das Algenhaus.

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Stiamo ovviamente parlando del primo esperimento in assoluto di edificio con facciate verdi e viventi: 200 sottili pannelli di vetro ospitano al loro interno distese di micro-alghe, che alimentate dalla luce naturale del sole e assorbendo l’anidride carbonica presente nell’aria, consentono di immagazzinare e rilasciare un quantitativo di energia sufficiente ad alimentare tutti gli impianti di gestione domestica. Ma non solo, si rivelano anche un ottimo isolante termico e acustico.

Il processo è stato brevettato da un pool di architetti, scienziati e ingegneri, austriaci e tedeschi, che hanno individuato nel quartiere Wilhelmsburg di Amburgo la location ideale per dare forma a questa futuristica unità abitativa.

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La scelta della città anseatica non è casuale, qui infatti dal 23 marzo sino all’autunno si svolgeranno gli eventi dell‘International Building Exhibition 2013.  Wilhemsburg, d’altra parte, rappresenta un esempio di area residenziale sostenibile, in cui la presenza dell’uomo si integra perfettamente con gli spazi, i colori e gli odori della natura.

Ma torniamo al BIQ, che appare come un grande cubo di cinque piani, ricoperto da verdi facciate che fungono da “bio-reattori“, ovvero catalizzano il processo di reazione indotto dal contatto tra le alghe, il sole, e l’anidride carbonica. Il sole, per dirlo in altre parole, attiva un processo di fotosintesi, a sua volta motore che mette in circolo preziosa energia per tutta la casa.

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Si accumulano biomasse, che trasformate in biogas producono metano, e dunque accumulano uno stock termico sufficiente per garantire acqua calda e riscaldare gli ambienti. Il calore viene prodotto anche direttamente dai pannelli e convertito tramite un sistema di celle a combustibile in energia elettrica, che così fornisce corrente a tutti i dispositivi domestici.

Il team di sviluppo calcola una resa annua pari a 4.500 kWh per ciascuno dei 15 appartamenti che compongono il complesso BIQ. Siamo oltre alla media di consumo calcolata in 4.000 kWh per 4 persone, per questo si è pensato di immettere in rete il calore prodotto in eccesso.

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L’imperativo è ottimizzare, come dimostra d’altro lato la funzione isolante delle pareti, posizionate rispetto al sole in modo tale da garantire in estate un cono d’ombra che garantisce frescura agli occupanti. Che nelle alghe trovano persino un efficace filtro rispetto ai rumori esterni.

BIQ si propone come una realizzazione che va oltre all’esercizio di stile, suggerisce un modo nuovo di concepire la casa: un’unità che vive in simbiosi con l’ambiente esterno, e trae dagli elementi tutto quanto serve per funzionare in totale autonomia. Senza sprechi, e senza inquinare.

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