La casa dal muro di vetro e piante

di Chiara Greco del 21 dicembre 2012

Le novità in architettura sono tante: nuovi sistemi di costruzione, centrati sull’uso di materiali eco-sostenibili, recupero di vecchie tecniche costruttive più ‘pulite’, grande attenzione al risparmio e all’autosufficienza energetica, impiego di energie rinnovabili e utilizzo funzionale e non solo creativo di piante.

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Ecco un progetto molto invitante condotto a Parigi, un prototipo di casa decisamente eco-futuristico che si chiama, ironicamente, “Lost in Paris” ed è stata progettata dagli architetti dello studio R&Sie nella zona Sud della capitale francese.

La struttura è in calcestruzzo ma  ha la particolarità di essere totalmente ricoperta di felci, Dryopteris filix-mas, sui muri esterni, diventando una vera e propria serra. Lost in Paris’ è letteralmente ‘tappezzata’ da piante, alimentate da una miscela di batteri e acqua piovana raccolta in recipienti in vetro posti sulle facciate, con un sistema di coltivazione idroponica.

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Già abitata da una famiglia di 4 persone, l’eco-casa ha una superficie di 130 mq, avvolti da 300 gusci in vetro a loro volta ospitati da un doppio involucro isolante in plastica e poliuretano.

Questoprogetto rappresenta uno dei primi esperimenti di laboratorio chimico urbano, che sfrutta la vegetazione sui muri per attivare processi chimici e osservare i cambiamenti delle specie vegetali attraverso le variazioni nel numero e nella tipologia dei batteri usati come nutrimento.

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La gestione di tutte queste piante è in realtà molto semplice, dotati dai progettisti di una sorta di ‘libretto di istruzioni‘ per la manutenzione delle piante, rappresenta anche un’attrazione architettonica stupefacente per i passanti.

Dopo cinque anni, serviti per ottenere i permessi necessari alla costruzione e il consenso del 66% del vicinato, uno degli ideatori dello studio, Francois Roche, definisce la costruzione “un gioco di attrazione e repulsione”.

Resta da vedere se un simile concept potrà essere sperimentato anche in Italia.

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