La Collina dei Conigli: un centro per il recupero degli animali da laboratorio

di Marco Grilli del 11 gennaio 2015

Il nuovo anno segna un importante traguardo per il mondo animalista brianzolo. Festeggia i suoi primi dieci anni di attività “La Collina dei Conigli”, Onlus monzese specializzata nella riabilitazione di animali da laboratorio (non solo conigli ma anche cavie, porcellini d’india, ratti, topolini, criceti e altri piccoli animali), che dopo una rieducazione comportamentale vengono destinati all’adozione presso famiglie in grado di garantire loro spazi, affetto e libertà. Tutto ciò di cui sono stati privati durante il loro triste periodo in cattività, nel chiuso dei centri di ricerca.

Non più test, costrizioni e stress: nel centro di recupero lombardo, che si trova all’interno del parco di Monza, questi piccoli animali recuperano la loro anima e identità, grazie all’encomiabile lavoro dei volontari, che non li considerano più come numeri, provette o semplici campioni.

Ogni anno, in Italia, ben un milione di animali vengono impiegati nei laboratori per la vivisezione. Molti di loro muoiono durante i test, mentre altri vengono soppressi alla fine degli esperimenti, non potendo essere riutilizzati per legge. Non tutti sanno, però, che ai sensi del D.L. 116/1992, i centri di ricerca hanno la possibilità di cedere ad associazioni o privati tutti quegli animali che, per il tipo di sperimentazione subita, sono ancora in buone condizioni di salute e possono avere una normale aspettativa di vita.

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Proprio da questa opportunità legislativa è partito il lavoro dei volontari monzesi, che dopo una prima fase tesa al salvataggio e alla cura di questi sfortunati animali, son riusciti a ottenere dal Comune di Monza la concessione di locali da attrezzare per la nascita del centro per il recupero degli animali da laboratorio, il primo in Italia, oggi attivissimo dopo tanti sacrifici. Non dobbiamo pensare però a un semplice rifugio dove gli animali salvati vengono depositati, ma, come ci tengono a precisare i volontari, a una vera e propria oasi, dove le ex-“cavie” ricevono attenzioni, cure e tutto quanto serve per il rispetto delle loro necessità.

Dal 2005, più di 1.400 animali abbandonati, maltrattati o provenienti da centri di ricerca sono stati presi in carico, assistiti e curati, dopo delicate trattative svolte direttamente coi laboratori di sperimentazione. Sono proprio i freddi numeri a testimoniare l’impegno e l’intenso lavoro di quest’organizzazione aperta e trasparente: nel 2013 sono stati recuperati 117 conigli (adottati 71), 88 cavie (20), 118 ratti (15), 340 topolini (44) e 28 criceti (21). Attualmente il centro ospita 41 conigli, 148 porcellini d’india, 351 topolini e 159 ratti, tutti in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro.

All’arrivo nel centro, gli animali vengono visitati da veterinari esperti, se necessario curati e, laddove opportuno, vaccinati e sterilizzati. Tappe che precedono il percorso di riabilitazione, un processo graduale dove si procede all’espansione degli spazi, alla rieducazione alimentare e all’interazione con l’uomo e gli altri animali.

Queste operazioni si rendono particolarmente necessarie per quegli animali che più hanno sofferto per le condizioni di stabulazione contro natura, imposte da noi “umani”. Per esempio, i conigli che nei laboratori erano detenuti singolarmente in gabbie troppe piccole e alimentati con mangimi naturali, al loro arrivo nel centro possono presentare problemi ortopedici più o meno gravi e risultare schivi e paurosi.

Anche Elisa, una dolcissima coniglia New Zealand, quando fu recuperata era triste, impaurita e isolata dal mondo. Una condizione di disagio destinata ad esser superata in Collina, dove a poco a poco mosse i primi spazi in un gabbia spaziosa, iniziò a mangiare verdure varie, a conoscere nuovi sapori e, soprattutto, a percepire l’uomo non più come un nemico. Quando fu lasciata libera in una stanza, ebbe modo poi di socializzare con un gruppo di cavie, stringendo particolare amicizia con una di esse, da cui si lasciava teneramente coccolare. Grazie alla rieducazione, Elisa ha recuperato la sua indole e, in virtù della sua docilità, nel 2012 è stata scelta come protagonista di una serie di incontri con bambini di asilo nido della zona, dove si è distinta per la sua grande capacità di interazione. La sua è solo una storia simile a tante altre, che testimonia il valore del lavoro svolto dai volontari.

Alla fine del percorso di rieducazione, l’ex-animale da laboratorio è pronto per l’adozione. Alla Collina dei Conigli sostengono con forza che “da laboratorio” non sia una dicitura in contraddizione con “da compagnia”, perché al ritorno in libertà, tali animali si rivelano capaci di dare e ricevere affetto e soddisfazioni con qualsiasi famiglia pronta ad accoglierli.

Gli ex-ospiti della Collina sono già sterilizzati e vaccinati e vengono affidati solo se in buone condizioni di salute. Naturalmente, nessun animale può esser preso a scopo di lucro. Le procedure per l’adozione sono simili a quelle per i cani e i gatti: i richiedenti devono assicurare che i nuovi compagni d’affezione siano tenuti nel modo migliore e in accordo con le loro esigenze.

Oltre a garantire i necessari spazi, il supporto veterinario e un’alimentazione adeguata, i neo-proprietari devono inoltre seguire alcune regole imposte dalla Onlus. Sia i conigli che i porcellini d’india, ad esempio, non possono essere tenuti in gabbia, per rispetto delle loro esigenze. I primi necessitano di compagnia per vivere serenamente, quindi la Collina affida in adozione solo coppie per cui è stata verificata la compatibilità, o singoli da affiancare all’esemplare già presente all’interno della famiglia adottante. I secondi amano invece vivere in piccoli gruppi e vengono affidati in numero non inferiore a due.

L’organizzazione spinge in particolar modo per l’adozione dei conigli albini e di grande taglia New Zealand, definiti folletti cicciosi simpatici e affettuosi, meno agili, nervosi e precari di salute rispetto ai loro simili, adatti perfino alla convivenza coi gatti. Oltre all’adozione classica, per tutti gli animali è possibile anche quella a distanza, effettuabile mediante donazioni periodiche da devolvere alla Onlus.

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Nel corso degli anni, l’associazione monzese ha accolto anche animali disabili, riuscendo in alcuni casi ad affidarli in famiglia. In ogni caso, si è trattato di esseri speciali, che col loro affetto e coraggio hanno insegnato a tutti i volontari i valori della vita e dell’amicizia.

Per imparare a conoscere e apprezzare questi piccoli animali spesso sottovalutati od oggetto di assurde dicerie, la Collina svolge un prezioso lavoro informativo e di sensibilizzazione, mettendo a disposizione materiali e portando avanti interessanti progetti educativi con le scuole materne. Inoltre, in seguito alla stipulazione nel marzo 2013 della convenzione col Tribunale di Monza, il centro di recupero è una sede autorizzata allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Viene così dato modo, a coloro che devono scontare una pena sostitutiva alla detenzione o alla sanzione pecuniaria per reati minori, di svolgere un prezioso lavoro a fianco dei volontari per la cura degli animali.

Dal 2007 la Collina gestisce anche lo Sportello UDA (Ufficio diritto degli animali) del Comune di Monza, mentre alcuni membri dell’associazione si rendono disponibili anche per il servizio di lapin sitter, ossia per la cura a domicilio di conigli e altri piccoli animali, nei casi di assenza forzata dei loro proprietari.

Impegni e sforzi che richiedono tempo e fondi: per tutte le sue attività, l’organizzazione animalista può esser sostenuta con le iscrizioni, le donazioni, la devoluzione del cinque per mille, l’acquisto di gadget, la fornitura di materiali e le attività di volontariato. Per tutte le informazioni sul sostegno e le adozioni basta consultare il sito www.lacollinadeiconigli.net.

Il 2015 riserva anche una sorpresa artistica: per festeggiare al meglio i suoi primi dieci anni di vita, l’associazione ha pubblicato in edizione celebrativa il Calendario 2015, quest’anno ispirato al noto libro di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”. A partire dalla copertina, che ritrae il coniglio Console Marcello nelle vesti del Bianconiglio di Alice, gli scatti di Rachele Totaro immortalano tutti gli animali nei panni dei personaggi del libro, in ambientazioni surreali realizzate artigianalmente dai volontari.

La Collina mette in vetrina i suoi gioielli, nella speranza di vederli presto in seno a nuove famiglie calorose e accoglienti, che gli facciano dimenticare gli orrori dei laboratori.

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