La crociata del Vaticano contro il riscaldamento globale

di Emanuela Callai il 9 giugno 2011 · 0 commenti

Anche la Chiesa Cattolica in prima linea nella lotta per la tutela dell’ambiente. Qualche mese fa, la Pontificia Accademia delle Scienze ha incaricato alcuni dei più illustri climatologici mondiali a stilare un rapporto sul fenomeno del “global warming”,  il riscaldamento globale.
Lo studio scientifico, presieduto tra i tanti da Veerabhadran Ramanathan, dal premio Nobel Paul Crutzen e dagli italiani Carlo Rubbia e Sandro Fuzzi del Cnr, ha esaminato soprattutto le conseguenze della riduzione dei ghiacciai, che hanno perduto circa la metà della propria massa dal 1980 a oggi proprio a causa dei cambiamenti climatici. Il report, intitolato “Fate of mountain glaciers in the Anthropocene”, è stato reso noto lo scorso aprile.

In sintesi, consiste in un appello rivolto a tutta l’umanità a rispettare il creato consegnatoci da Dio. Eccone un breve ma significativo estratto:

“Facciamo appello a tutte le persone e le nazioni affinché riconoscano il grave impatto, e potenzialmente irreversibile, del riscaldamento globale causato dalle emissioni antropiche di gas a effetto serra e altri inquinanti, e da cambiamenti nelle foreste, zone umide, praterie, e altri usi del suolo.
Facciamo appello a tutte le nazioni a sviluppare e ad applicare, senza indugio, politiche eque ed efficaci per ridurre le cause e gli impatti dei cambiamenti climatici sulle comunità e sugli ecosistemi, sui ghiacciai montani e i loro bacini idrografici, consapevoli del fatto che viviamo tutti nella stessa casa.”

La Chiesa invita le persone a rendersi conto delle gravi conseguenze derivanti dal gloabal warming e le spinge ad adottare soluzioni, soprattutto per difendere le popolazioni più povere del pianeta. Sono proprio loro a subire i maggiori danni causati dal modello di sviluppo occidentale. Le nostre attività hanno prodotto un’altissima concentrazione di CO2 nell’atmosfera, compromettendo gli equilibri degli ecosistemi, la biosfera e le risorse idriche ed alimentari.

Secondo questo studio, l’unico modo per fermare questa emergenza è assicurare una stabilità climatica alla Terra, riducendo almeno del 50% la concentrazione dei gas serra. In secondo luogo, è indispensabile far adattare le popolazioni più deboli ai cambiamenti climatici in corso.

Il documento ribadisce il diritto di tutti ad avere acqua, aria pulita e il “pane quotidiano”. Il fenomeno del riscaldamento globale sarebbe responsabile della morte di almeno due milioni di persone l’anno.

Articoli correlati:

 

Ti è piaciuto questo articolo?
        

Lascia un Commento