La depressione stagionale: cos’è, sintomi e cure naturali

di Stefania Luccarini del 2 febbraio 2015

La depressione stagionale arriva d’inverno e va curata perché in alcuni casi accentua malesseri psicologici già presenti, ma si può curare in modo naturale.Vediamo come.

La stagione invernale, spesso porta con sé oltre ai classici malanni dovuti al freddo anche una forma di depressione stagionale che gli esperti hanno studiato e ufficialmente riconosciuto solo negli anni Ottanta. Il nome scientifico è Sindrome affettiva stagionale (Sad), colpisce soprattutto le donne e si manifesta come una sorta di tristezza più o meno accentuata.

Anche se non sembra, è più diffusa di quanto si pensi: le categorie più soggette sono soprattutto le donne di età compresa fra i venti e i quarant’anni che spesso soffrono già di disturbi depressivi maggiori o bipolari e che, con l’inizio della stagione fredda iniziano a manifestare i sintomi tipici della malattia, ma anche gli anziani e i bambini che mostrano soprattutto sonnolenza e difficoltà di concentrazione.

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I sintomi tipici sono ansia, irritabilità, stanchezza, mal di testa, alterazione del sonno e dell’appetito che compaiono nei mesi autunnali e invernali e che iniziano ad attenuarsi già nei mesi di marzo e aprile per poi scomparire a maggio. Le ragioni sono da ricercarsi in una variazione dei livelli di certi neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, in seguito ad una diminuzione di luminosità ambientale che accompagna questo periodo dell’anno e che influenza il corretto andamento dei ritmi biologici. Ma è possibile intervenire in modo naturale per alleviare i sintomi di questo disturbo: vediamo come.

1. La prima cosa da fare è trascorrere più tempo possibile all’aperto, specie nelle ore centrali del giorno quando pur non essendoci sole la luce naturale può favorire la corretta produzione degli ormoni che influiscono sul tono dell’umore. L’ideale sarebbe fare una passeggiata dopo pranzo.

2. Assicurarsi ogni giorno una buona dose di omega 3 optando dunque per piatti a base di pesce, ricco appunto di acidi grassi in grado di nutrire le cellule nervose. Da evitare invece i dolciumi e i cibi ricchi di zuccheri che costringono il pancreas ad un superlavoro per riportare la glicemia a livelli normali. L’eccesso di insulina a sua volta, determina un calo glicemico che influisce sul tono umorale.

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3. Se da un lato i dolci sono sconsigliati, fa eccezione il cioccolato fondente che, consumato con moderazione favorisce un buon apporto di triptofano, precursore della serotonina. Via libera dunque ad un paio di quadretti al giorno, l’umore e la gola ringrazieranno!

4. Un valido supporto arriva anche dalla fitoterapia con la griffonia, ottima per regolare l’appetito,  il ritmo sonno – veglia e migliorare il tono dell’umore.

depressione stagionale

La depressione stagionale: cos’è, sintomi e cure naturali

5.  Anche l’iperico può essere un valido supporto non solo per modulare il tono dell’umore ma anche per contrastare stati di ansia, malinconia e inquietudine nervosa

6. L’aromaterapia sottile offre diversi oli essenziali in grado di agire contro la depressione: in particolare la cannella è in grado di recare sollievo specie in caso di stanchezza, astenia e stati di “freddezza interiore”. Anche l’olio essenziale di neroli risulta efficace, specie per contrastare stati di stress, tensioni psichiche, tachicardia, ansia.

7. Importante poi assumere una buona dose di magnesio in grado di contrastare stai di ansia e iperemotività. Via libera dunque al consumo di cibi che ne sono ricchi come frutta secca, banane, cereali integrali, semi oleosi e cioccolato. In erboristeria è comunque possibile acquistare degli integratori a base di magnesio da assumere per ovviare a particolari carenze.

In generale è sempre importante il supporto da parte di parenti e amici per combattere la tristezza e la solitudine che spesso avvertono le persone che soffrono di questo disturbo. Se i sintomi non migliorano malgrado i rimedi naturali e i cambiamenti nello stile di vita, è comunque opportuno non sottovalutare il problema e rivolgersi ad uno specialista che saprà consigliare un percorso di psicoterapia e un supporto farmacologico.

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