Da recenti e nuovi studi, svolti dal Bcfn (Barilla Center for Nutrition), emerge che la dieta Mediterranea oltre ad avere spiccate qualità salutistiche risulta essere anche la migliore da un punto di vista dell’impatto ambientale derivante dalla produzione e dal consumo dei cibi.
Per meglio rendere l’idea, basti pensare che consumare un menù composto da prosciutto, parmigiano, pasta e verdure assicura un inferiore consumo di energia, acqua e terra di quanto ne deriva da una singola bistecca di manzo. Lo stesso Bcfn, affianca alla già nota piramide alimentare anche la piramide dell’impatto ambientale. L’analisi si basa su tre “impronte ecologiche“: le emissioni di gas serra, il consumo di acqua e lo sfruttamento del suolo.
Ne emerge che la piramide alimentare ha al vertice le pietanze ad alta densità energetica, mentre la piramide dell’impatto ambientale appare esattamente rovesciata con alla base le carni che hanno un elevato impatto ambientale. Non va inoltre dimenticato che da diversi anni ormai, da un punto strettamente salutistico, un numero sempre crescente di nutrizionisti sollecita una diminuzione del consumo di carne rossa. Anche a tavola è possibile fare qualcosa per salvare il nostro pianeta.










