La emissioni di Co2 nel mondo in 3D

di Claudio Riccardi del 12 marzo 2013

Lo studente americano Robbie Tilton torna a stupire. Dopo aver realizzato una tastiera per computer eco-compatibile, utilizzando legno e finto muschio, il giovane iscritto alla Tisch School of the Arts di New York ora propone un utile strumento per renderci consapevoli di quanto le attività umane inquinano l’atmosfera.

Si tratta di un planetario digitale, sovrapposto a una grande scia di fumo che assume tonalità più o meno scure a seconda delle diverse regioni della terra. Il fumo in questione rappresenta i quantitativi di anidride carbonica che vengono rilasciati nell’aria.

Entrando nel minisito dedicato (emissionsglobe.com), ciascuno può prendere visione della situazione. La Terra in 3D segue il movimento di rotazione, ma con il mouse si può focalizzare l’area che più interessa. La sovrapposizione tra i due piani (pianeta-scia di fumo) si rifà ad una serie di dati raccolti nel quinquennio 2006-2010, documentati da Tilton in un’apposita sezione statistica, suddivisa anno per anno.

E INTANTO: Stabilito un nuovo picco di emissioni CO2. Le misure adottate non funzionano?

La lettura che ne emerge è a dir poco preoccupante, e denota un progressivo peggioramento. Terrificanti sono anche le disparità nel rilascio di inquinanti tra l’emisfero boreale e australe, al pari delle proporzioni “di colpa” tra gli stessi paesi industriali.

Numeri alla mano, la Cina guida per distacco la poco edificante classifica, con oltre 8,300 milioni di tonnellate emesse nel solo 2010, seguita dagli Stati Uniti con 5,600, e dall’India con 1,700. L’Italia, che pur si posiziona al 15esimo posto, a confronto sembra una formica con le “sole” (si fa per dire) 416 mila tonnellate registrate.

LO SAPEVI? Quanta CO2 produce davvero una e-mail?

Tilton si augura che questo esercizio grafico permetta di accrescere la presa d’atto di un problema, quello dell’inquinamento, che può essere risolto in un solo modo: riducendo l’impatto ambientale delle nostre attività.

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