La modella e le donne del Bangladesh: insieme per avere una vita più equa

di Barbara Nazzari il 10 agosto 2011 · 0 commenti

“Ekla chalo re”, “Cammina da sola” le cantava suo padre quando era bambina. E così ha fatto, ha lasciato il Bangladesh per scoprire l’Occidente, dove è diventata protagonista del mondo della moda. Ma non ha scordato la sua terra e là è tornata, alla fine, per aiutare il suo popolo, lei è Bibi Russell.

“Se ho avuto anche solo una goccia di successo lo devo alla mia terra e al fascino che evoca nella gente. Ora è tempo di sdebitarmi”. Così spiega la sua scelta Bibi Russell, top model famosa negli anni ’80, ora affermata stilista. Al Biografilm Festival di Bologna ha presentato il documentario “Silken Synergy” della regista indiana Soniya Kirpalani: un’opera che mostra il lavoro che Bibi svolge, dagli anni ’90, nel suo paese, per aiutare gli artigiani tessili locali ad avere una vita più dignitosa.

A molti tessitori ha insegnato i trucchi per produrre sari pregiati, con standard qualitativi più alti e bellissimi colori, facendogli così ottenere un salario e un vita più dignitosa.

In altre realtà più periferiche ha portato i telai e i suoi insegnamenti. Qui sono le donne, spesso, a portare avanti la famiglia, lavorando in condizioni terribili per poche rupie. Ma Bibi insegnando loro un mestiere e lottando perché il governo desse il suo sostegno, le ha liberate da questa schiavitù.

Prossima tappa? La Colombia. Perché la Russell dice “ogni artigiano del mondo è mio fratello”. E chiunque, su questa terra, merita di avere una vita più giusta e equa. Per sé e per i propri i figli.

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