La nuova centrale atomica di Olkiluoto in Finlandia: un flop annunciato?

di Emanuela Callai del 7 giugno 2011

La Finlandia è un paese che non teme il nucleare. Forse perché ha la fortuna di possedere un sottosuolo granitico, in grado di isolare in modo naturale, o forse perché i suoi abitanti sono ormai abituati a dipendere da questo tipo di energia (il nucleare genera più del 30% dell’energia elettrica prodotta nel paese).

Le centrali nucleari in funzione in Finlandia sono due. La prima è quella di Loviisa, che possiede due reattori VVER440 costruiti negli anni settanta. L’altro è l’impianto nucleare di Olkiluoto, presso Eurajoki, con due reattori BWR per 1740 MW, gestiti dalla TVO (Teollisuuden Voima Oyj), una sorta di ENEL finlandese.

Nel 2005 vennero avviati i lavori per la costruzione di un terzo reattore a Olkiluoto, la quale, secondo le previsioni, dovrebbe diventare la centrale nucleare più grande e più sicura al mondo.

Questo progetto è però sotto accusa da diversi anni a causa dei forti ritardi nella realizzazione e di un aumento vertiginoso dei costi rispetto a quanto preventivato.

La costruzione di un terzo reattore di nuova generazione 3+, da 1600 MW, modello EPR (ovvero reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata, proprio come quelli che dovrebbero essere costruiti in Italia) è stata affidata alla francese Areva in joint venture con la SiemensAG per conto del gestore TVO, l’azienda energetica a capitale pubblico più grande e importante del paese.

Ma se il costo previsto inizialmente era di circa 3,2 miliardi di euro, nel corso degli anni l’importo è cresciuto in maniera esponenziale fino a raggiungere la cifra di 5,3 miliardi. Inoltre, sempre secondo il progetto iniziale, il reattore avrebbe dovuto essere messo in funzione già nel 2009, ma la data della produzione commerciale è stata posticipata al 2013 e si comincia a parlare anche del 2015.

Che cosa ha causato i ritardi nella realizzazione del reattore e la crescita vertiginosa dei costi? Pare che si siano presentate innumerevoli incongruenze rispetto al progetto originario.

In questi sei anni di lavori, Greenpeace ha individuato migliaia di difetti di costruzione e gravi problemi di sicurezza.

Si sono verificati problemi nella cementificazione esterna del guscio di contenimento del reattore. Alcuni pezzi per la pressurizzazione non funzionavano bene. Le turbine nelle fondamenta dell’edificio si riempivano d’acqua.

Questi inaspettati problemi non solo hanno incrementato a dismisura i costi, ma hanno anche messo in luce la pericolosità della strutturanel caso in cui i problemi riscontrati si verificassero quando la centrale sarà operativa. Per non parlare della questione sulla sicurezza in caso di catastrofi naturali, come tristemente già riscontrato a Fukushima.

Secondo la stampa finlandese, le due società costruttrici (Areva e Siemens) ed il futuro gestore (TVO) si incolpano a vicenda per i ritardi e sarebbero intenzionate a ricorrere a vie legali.

A rimetterci saranno in ogni caso i cittadini finlandesi, costretti a sborsare cifre da capogiro per avere – chissà quando – la centrale nucleare più grande al mondo.

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