La raccolta di sale è dannosa per l’ambiente

di Luca Scialò del 30 ottobre 2013

Dietro una polverina bianca che serve a insaporire le nostre pietanze, si nascondono nefasti impatti ambientali. L’estrazione di salgemma, dalla quale viene ricavato il sale, comporta infatti una serie di conseguenze ecologiche negative.

Vediamo quali: sprofondamenti dovuti alla formazione di cavita’ sotterranee: la cosiddetta subsidenza; la salinizzazione del terreno e dei corsi d’acqua; uno smisurato uso di acqua dolce per l’estrazione.

A dirlo è Fabrizio Franceschini, geologo del dipartimento Arpat di Pisa, che ha condotto uno studio sul tema con particolare riferimento alle coltivazioni minerarie nella Val di Cecina in Toscana, nei dintorni di Saline di Volterra e Rosignano, dove sono presenti i due stabilimenti Altair Chimica e Solvay.

IL LIBRO-DENUNCIA: La Terra svuotata, Il Futuro dell’uomo dopo l’Esaurimento dei Minerali, di Ugo Bardi

Ma gli effetti non si limitano a quelli sopradescritti. Possono infatti riguardare anche i territori vicini all’area mineraria, sia per quanto riguarda l’aspetto geologico che rischia di venire deturpato, sia perché le acque, anche se dolci e potabili, rischiano di venire salinizzate. Ancora, il territorio diventa particolarmente permeabile e la vegetazione e la fauna subiscono seri danni.

Come si può evitare ciò? Franceschini afferma che l’unica soluzione è quella di installare una vasca ecologica che raccolga i reflui dal sottosuolo che non siano la salamoia; si tratta di acque salate che vengono recuperate impedendo loro di fuoriuscire.

Questo sistema però è efficace quando le emergenze sono localizzate all’interno dell’area di intercettazione delle vasche e in assenza di precipitazioni intense. Altrimenti, il rischio è anche in questo caso quello di immissioni di acque salate nel reticolo idrografico; quello che serve i rubinetti delle abitazioni per intenderci.

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