L’Africa si sta spaccando: nascerà un oceano

di Luca Scialò del 29 ottobre 2013

A metà settembre si è tenuto a Pisa Geoitalia 2013, grande evento organizzato dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra, dove mille scienziati di alto profilo, provenienti da tutto il mondo, hanno illustrato ricerche su temi riguardanti le geoscienze. Tra queste, molto interessante è la ricerca di Derek Keir dell’Università di Southampton presenterà i dati sismici registrati sull’Afar Etiopico, che mostrano come il continente africano si stia rompendo per dare vita ad un nuovo oceano.

Qui sono state condotte tre ispezioni straordinarie per opera di Inghilterra, Italia e Germania, che hanno infatti mostrato l’evoluzione ed i cambiamenti in atto in alcuni luoghi del Pianeta: in particolare nelll’Afar Etiopico e il Mar Rosso, ma anche sulle dorsali oceaniche, come il Mid-Atlantic Ridge, e zone trasformi.

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Anche l’Italia ha partecipato dunque a questa straordinaria scoperta. Il “nostro” ricercatore Marco Ligi dell’Ismar di Bologna è giunto a questa conclusione: «L’Arabia si sta separando dal resto dell’ Africa, come scoperto dalla nave Urania del Cnr in spedizione nel Mar Rosso».

Una terza ed importante ricerca sempre dovuta a Ligi con la collaborazione della ricercatrice Eleonora Rivalta del GFZ di Potsdam, Germania, è quella sulla formazione di catene di vulcani distanti anche decine di km dal centro del rift, ossia, come ha spiegato Ligi: «le depressioni della superficie terrestre che si creano dove due placche tettoniche si allontanano l’una dall’altra e possono evolvere attraverso la creazione di faglie e di vulcani fino alla formazione di oceani con vere e proprie dorsali di espansione».

Una scoperta molto interessante, che per noi italiani lo diventa ancora di più visto che abbiamo dato un grande contributo alla sua realizzazione.

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