Land Art, video trasforma gli alberi in esseri parlanti

di Martina Pugno del 24 aprile 2013

Ci sono artisti che non conoscono limiti e che sono pronti ad usare l’intero mondo come tela per le proprie opere: l’australiano Craig Walsh è uno di questi e attraverso il suo sguardo ogni cosa può trasformarsi in opera d’arte, persino quelle viventi e animate.

Ad attirare l’attenzione dell’artista sono, questa volta, le chiome degli alberi, ai quali Walsh ha deciso di donare un volto attraverso il progetto “Humannature”.

Imponenti e maestose, le facce di Craig Walsh sono inconfondibili e riscuotono successo ovunque l’artista decida di proiettarle, da Singapore all’Havana, da Adelaide all’Hyde Park di Londra.

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Con le sue installazioni, che celebrano al contempo la natura  e l’uomo sottolineando la profondità del legame tra le creature, Walsh esplora spazi e superfici tramite la proiezione di immagini piatte su fronde degli alberi che offrono una superficie tridimensionale e in costante dinamismo.

I volti sono ottenuti tramite la proiezione di video, precedentemente registrati, di ritratti poi manipolati in modo digitale, in modo tale da conferire loro l’aspetto di giganteschi ologrammi ‘verdi’. In alcuni casi, però, il progetto è più complesso ed articolato: le immagini sono “vive” e permettono alle persone di parlare e interagire con le facce degli alberi.

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Semplici alberi di giorno, gli elementi naturali si trasformano in grandi esseri parlanti di notte, grazie ad un progetto che comporta un lieve impatto ambientale immediato ma una lunga e duratura impressione nel pubblico, portato a riflettere sul rapporto tra l’uomo e gli esseri che, pur non dotati per natura di un volto, sono a tutti gli effetti viventi.

Per Walsh non si tratta del primo progetto artistico che prevede l’interazione tra elementi artificiali e naturali che spingono alla riflessione sull’interazione dell’uomo con l’ambiente che lo circonda: con il progetto “Urban Tide”, del 2003, l’artista ha trasformato il foyer delle tre principali banche di Sydney in un enorme acquario.

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Mentre con “Classification Pending” nel 2007 ha dato vita ad una installazione permanente nel fiume Bremer, nel Queensland. In questo progetto, forme di vita non classificate appaiono di notte tra le acque del fiume, mutando, crescendo e riproducendosi secondo un ciclo temporale di quattro mesi.

Guardate l’effetto dell’installazione di Walsh sugli alberi in questo video!

Humannature – Havana from Craig Walsh on Vimeo.

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