Land grabbing più forte dove i paesi sono più deboli e il governo corrotto

di Erika Facciolla del 23 maggio 2013

Sfruttare i paesi poveri approfittando della corruttibilità di chi dovrebbe tutelare i più deboli: una storia vecchia come il mondo eppure sempre attuale visto che al giorno d’oggi chi vende e compra terreni su larga scala preferisce ‘investire’ le proprie risorse economiche in paesi dove i governi sono deboli e corrotti.

Questa la realtà che ci restituisce l’indagine di Oxfam, la confederazione internazionale che riunisce 17 tra le Ong più importanti del Mondo, e che ha riguardato uno dei temi scottanti di cui la Banca Mondiale dovrebbe iniziare ad occuparsi.

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Si chiama land grabbing, letteralmente ‘rapina delle terre’, ed è il modo più odioso e abietto in cui si manifesta oggi il ‘nuovo colonialismo’. Un fenomeno che non viola solo i diritti umani fondamentali delle popolazioni private di quelle terre (dalle quali dipende la sopravvivenza e la sicurezza alimentare di milioni di persone) ma anche delle future generazioni costrette ad allontanarsi dai luoghi natii in cerca di altre fonti di sostentamento.

Il land grabbing, inoltre, rappresenta una minaccia anche per la biodiversità destinata a soccombere a causa delle monocolture intensive a cui vengono votati i terreni scippati ai loro proprietari.

Secondo i dati diffusi da Oxfam in dieci anni di ricerche e studi dei contratti di acquisizione dei terreni superiori ai 200 ettari, il 75% dei governi dei 56 paesi in esame, è accomunato dalle stesse caratteristiche: poco controllo della corruzione, scarsa regolamentazione del sistema privato, stato di diritto latente e scarsa partecipazione dal basso alla governance.

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Un esempio su tutti è quello del Guatemala, dove negli ultimi dieci anni è stata ceduta la proprietà di ben 87.000 ettari di terra, nonostante la fame e la malnutrizione dilaghino nella aree rurali più depresse del paese. Dunque ‘malgoverno’ non fa solo rima con ‘malaffare’ ma diventa un connubio inscindibile nel quale si fondono gli interessi di pochi e la sofferenza di molti.

Impossibile pensare a pure coincidenze.

Per tutti questi motivi Oxfam ha lanciato l’iniziativa annuale del ‘No Land Grab Day’ per porre fine al land grabbing e richiamare alle proprie responsabilità il Presidente della Banca Mondiale Jim Kim perché sospenda gli investimenti agricoli della Banca e imponga controlli più severi sulle procedure di compra-vendita dei terreni in tutto il mondo.

Per supportare l’iniziativa potete firmare qui la petizione e far conoscere la causa attraverso i vostri social network preferiti. Non c’è tempo da perdere!

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