L’area protetta di Porto Cesareo invasa da turisti e dal cemento

di Luca Scialò del 11 settembre 2013

Un altro ‘Paradiso’ italiano alla mercé del turismo di massa e dell’abusivismo selvaggio. Trattasi della Riserva naturale Orientata Regionale Palude del Conte e della Duna Costiera e Area Marina Nazionale Protetta di Porto Cesareo: una delle tre aree marine protette pugliesi insieme alle isole Tremiti e Torre Guaceto.

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Una macchia mediterranea dove dovrebbe esserci solo origano selvatico e mirto, mare cristallino, verdi zone umide ricche di biodiversità. E invece ci ritrovi auto e camper, nonché ginepri secolari dai rami tagliati per creare aree d’ombre per le auto; un lido abusivo e specie arboree non autoctone impiantate sui cordoni dunali in pieno parco. E ancora: pescatori di frodo, moto d’acqua che ignorano il limite massimo di 10 nodi, chioschi, cisterne e anche una vasca idromassaggio sulle dune secolari.

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Dato che la Polizia ha poche risorse manca nei paraggi un ufficio del Corpo Forestale dello Stato, a controllare l’area ci pensa la Guardia Parco Marino, che però non ha potere sanzionatorio, ma si limita ad ammonizioni e segnalazioni agli organi competenti. Pertanto, le denunce spesso si perdono in una bolla di sapone.

Che volete farci, è la solita Italia che non bada alle sue bellezze naturali… ce ne sono così tante!

 

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