L’arte dell’origami per i nuovi pannelli solari pieghevoli

di Chiara Greco del 29 gennaio 2014

Qualcuno sostiene che arte e scienza siano due mondi incompatibili tra di loro. Arriva però una dimostrazione del contrario dagli Stati Uniti e, per la precisione, dall’ente spaziale più importante del mondo, la NASA. E’ lì infatti che alcuni scienziati avrebbero trovato un modo per conciliare la scienza e l’arte.

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Un team di studiosi infatti, con sede in un laboratorio della Brigham Young University, avrebbe messo a punto un nuovo sistema di pannelli solari pieghevoli per la produzione di energia nello spazio. la cui forma s’ispira all’origami. l’antica forma artistica giapponese, già fonte d’ispirazione per alcuni principi del calcolo matematico, sul ripiegamento degli oggetti in forme diverse.

Gli esperti della NASA vogliono realizzare una serie di pannelli solari pieghevoli che misurano circa 2,7 metri ma che, una volta lanciati nello spazio, si aprono fino a raggiungere 25 metri di diametro.

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Lo scopo è di ridurre le dimensioni dei pannelli ed evitare difficoltà logistiche nei lanci spaziali. Il sistema sarà in grado di produrre 250 kW di energia, andando a sostituire le tre strutture di pannelli già presenti nella stazione spaziale internazionale. Se è ancora in fase iniziale, lo studio avrebbe però già prodotto un concept che misura, da aperto, 1,25 metri.

Si tratta di fantascienza? Non resta che aspettare.

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