L’ascensore che non va da nessuna parte ma è costato 2 milioni di euro…

di Erika Facciolla del 26 febbraio 2015

Storie di paradossi, di sprechi e di eco-mostri ‘made in Italy’: questa volta siamo a Sutera, piccolo centro della provincia di Caltanissetta, in Sicilia, non lontano dalla Valle dei Templi, parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.

Il paese dell’ascensore che va verso il nulla, un eco-mostro di acciaio costato 2 milioni di euro provenienti da fondi europei, costruito 15 anni fa con l’assurdo obiettivo di evitare a fedeli e turisti la faticosa acciottolata in salita verso il Santuario diocesano del monte di San Paolino. Lassù, di monaci, non ce ne sono più da anni e per visitare il monastero bisogna prendere appuntamento con il custode, ma in compenso nelle giornate più limpide il panorama offre scorci incantevoli che corrono fino ai templi della valle agrigentina.

L’ascensore ‘panoramico’ che si arrampica su quella montagna deturpandone inevitabilmente l’aspetto, è lì fermo dal 2012. Nessuno lo ha mai collaudato, né tanto meno utilizzato per salire sulla cima del monte o soltanto per il canonico viaggio inaugurale con le autorità: il problema sono i gravi errori di progettazione ancora da sanare e i costi di collaudo e di manutenzione troppo alti (100.000 euro all’anno) per le casse comunali che nell’ultimo decennio hanno drenato fondi Europei a ritmi vertiginosi.

Nelle pieghe di questa storia, bilanci comunali fallimentari da sanare, scelleratezza di alcuni amministratori locali poco illuminati e la solita ombra inquietante della malavita.

Ma non bastava un ascensore che non va da nessuna parte: ci voleva anche una passerella d’acciaio all’uscita delle cabina che conduce ad una specie di funicolare obliqua che permetterebbe di percorrere i restanti 150 metri di strada godendosi il panorama. Quell’ammasso di ferro e acciaio ora è lì ad arrugginire, incurante dello sfregio fatto alla montagna e allo splendido borgo di Sutera. Un ascensore turistico che non ha mai accompagnato nemmeno l’ombra di un visitatore a destinazione, e che è già entrato nel lungo elenco delle opere incompiute del ‘Bel Paese’.

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