Le bicimaquinas in Guatemala: innovazione collaborativa a favore dei contadini

di Luca Scialò del 2 maggio 2013

In Guatemala, Carlos Marroquin, co-fondatore della società Maya Pedal, ha creato dal 1997 sedici diversi tipi di macchine a pedali, che ha chiamato bicimaquinas, utilizzando le bici riciclate o qualche loro parte, sforzandosi di perfezionarne il design e le funzionalità ogni volta di più. E le ha regalate o cedute a pochi soldi agli agricoltori.

Così da permettere loro di risparmiare tempo, i pochi soldi che hanno e fare meno fatica. Già, perché queste macchine per i campesino sono una manna. Possono essere utilizzate per tutti quei compiti che prima si eseguivano a mano, poiché nessuno poteva permettersi una vera attrezzatura’.

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Quindi, largo a bici-mulini, tramite i quali gli agricoltori possono lavorare il grano risparmiando i costi del carburante, e bici-lavatrici che fanno risparmiare fatica alle donne. Infine, possono essere utili anche come bici-pompe per estrarre l’acqua dal pozzo.

La società Maya Pedal nasce dopo la guerra civile guatemalteca, che segnò pesantemente la popolazione, grazie alle donazioni di migliaia di bici usate da parte dell’organizzazione Massachusetts ‘Bike Not Bombs‘ e dell’interazione dei volontari di Pedal, un’associazione canadese.

L’uso delle bicimaquinas combina un modello di business sostenibile di stampo locale con le competenze di esperti stranieri per insegnare la manutenzione delle bici, per aiutare così lo sviluppo di piccole imprese locali.

Un’ottima iniziativa di cui, come spesso accade, nessuno parla.

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