Le bucce d’arancia per depurare l’acqua

by Luca Scialò on 9 gennaio 2016

Il Dipartimento di Chimica e Biochimica dell’Università di Tulsa, coadiuvato da altri ricercatori di altri atenei, ha ideato un polimero in grado di eliminare il mercurio dalle acque e dal suolo. Il composto, zolfo-limonene polisolfuro, è realizzato interamente in scarti industriali di zolfo e limonene. La ricerca è stata pubblicata sulla Angewandte Chemie International Edition, una rivista in campo chimico tra le più autorevoli.

Il polimero realizzato presenta un duplice vantaggio: non è tossico ed è poco costoso. Esso combina, come detto, lo zolfo industriale e il limonene. Entrambi facilmente reperibili. Il primo giacché  gli impianti petroliferi producono oltre 70 milioni di tonnellate di zolfo ogni anno, mentre i macchinari che trattano gli agrumi producono altresì più di 70 milioni di tonnellate di limonene, che si trova nelle bucce d’arancia.

Come funziona questo polimero? In pratica funge da collante con il mercurio, impedendo ad esso di propagarsi. Ad esempio, per la depurazione del suolo, quest’ultimo viene lavato con acqua, e il mercurio solubile viene rimosso dopo aver aderito al polimero.

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Ma quale utilizzo può avere nel quotidiano? Il Team di ricerca di Chalker intende utilizzare il polimero come rivestimento per tubi o filtri per l’acqua, al fine di rimuovere il mercurio. Per operazioni su larga scala, letti di polimero potrebbero essere progettati per l’estrazione del mercurio. Si pensi all’inquinamento da mercurio di ampie aree di mari o oceani.

Questa straordinaria scoperta non sarebbe stata possibile senza il coinvolgimento degli studenti. I quali potranno così farne tesoro per le loro future carriere. La scoperta, peraltro, ha già ricevuto diverse domande di brevetto e l’Università di Tulsa sta collaborando con la Flinders University per commercializzare la tecnologia per un concreto lavoro sul campo.

Qui potrete leggere i dettagli della ricerca.

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