L’eco-villaggio di Tamera, in Portogallo

di Erika Facciolla del 15 gennaio 2013

Un luogo di ricerca della pace. Un posto dove la vita può essere vissuta in piena armonia con gli essere umani e la natura. Questa è la migliore sintesi per descrivere Tamera, piccola comunità situata nella regione dell’Alentejo, in Portogallo, e sede di un centro di ricerca sperimentale che da anni si occupa di individuare i modi migliori attraverso cui gli essere umani possono giungere ad una convivenza pacifica e serena sotto ogni aspetto, dando vita ad una condizione esistenziale economicamente sostenibile e rispettosa della natura.

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Il villaggio di Tamera nasce nel 1995 su iniziativa di tre cittadini tedeschi (Dieter Duhm, Sabine Lichtenfels e Rainer Ehrenpreis), ma le sue origini risalgono al 1978, quando i tre studiosi abbandonarono le loro professioni per dar vita ad un centro di ricerca interdisciplinare dedito alla ricognizione di possibili soluzioni ai problemi ecologici e tecnologici del mondo.

L’esperimento ‘sociale’ è iniziato nel 1983 con una cinquantina di partecipanti provenienti dalla Foresta Nera della Germania  e gradualmente sviluppatosi fino ad assumere l’attuale identità, con 250 partecipanti (tra cui anche bambini) provenienti da 25 paesi diversi e stanziatisi definitivamente a Tamera.

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Il progetto di ricerca di Tamera si basa su una complessa concezione del mondo e sui principi della permacultura e della nonviolenza. L’obiettivo della comunità di Tamera è quello di creare tanti centri socio-culturali dello stesso tipo anche in altri paesi; un progetto che gli abitanti di Tamera chiamano simbolicamente ‘piano dei biotopi di guarigione’.

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