Elevare i limiti inquinamento elettromagnetico: c’è chi dice no!

di Erika Facciolla del 14 marzo 2015

Sembra che stia per arrivare un nuovo decreto sulla banda larga e le tecnologie wireless che va anche a elevare i limiti inquinamento elettromagnetico, ma le polemiche sono tante.

Oltre settantamila medici tra biologi, fisici e ricercatori hanno aderito ad una lettera aperta indirizzata al Governo italiano per dire ‘NO’ all’innalzamento dei limiti previsti per l’inquinamento elettromagnetico. Un provvedimento che ha già suscitato molte polemiche e preoccupazioni in tutta la comunità scientifica e che si trova tuttora al vaglio dell’Esecutivo.

L’appello, firmato anche da 50 associazioni e diversi comitati italiani, sottolinea la pericolosità e i rischi per la salute umana e per l’ambiente legati ad un’esposizione sempre più massiccia a campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde generati da telefoni cellulari, smartphone, tablet, antenne wifi, radar, ripetitori radiofonici e radiotelevisivi e della telefonia mobile, sempre più diffusi sul nostro territorio.

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Oltre alla lettera sottoscritta dai tanti rappresentati della Comunità scientifica Italiana, chiunque può aderire entro fine marzo alla petizione cartacea per la tutela della salute contro le radiazioni elettromagnetiche: basta stampare la petizione e compilarla con il nome e cognome, il documento di riconoscimento, la data e la firma del sottoscrittore.

Le petizioni così compilate dovranno essere spedite ad AMICA – Casella Postale 3131 – 00121 Roma

L’iniziativa scaturisce dai recenti piani di sviluppo resi noti dal Governo a supporto della banda larga e delle tecnologie di comunicazione senza fili, comprese le reti wifi, i ripetitori radiofonici, radiotelevisivi e della telefonia mobile. Secondo i bene informati, l’obiettivo dell’Esecutivo è di innalzare i limiti previsti dalla legge per l’inquinamento da fonti elettromagnetiche di 10 punti, equiparandoli a quelli già in vigore in Europa.

Tra le richieste più importanti, la petizione fa esplicito riferimento al divieto dell’installazione di reti WiFi negli asili e nelle scuole frequentate da ragazzi sotto i 16 anni di età e alla necessità di aggiornare gli standard di valutazione redatti dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers nel 1992 e ritenuti ormai obsoleti. A tal proposito, anche la IARC (Associazione internazionale per la ricerca contro il cancro) ha riconosciuto nel 2011 la possibilità di un effetto cancerogeno per l’uomo indotta dall’esposizione a radiazioni non ionizzate che avrebbero, dunque, effetti biologici e non solo termici.

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