L’incubo del ciclista esiste. E’ in Olanda!

di Erika Facciolla del 25 maggio 2013

Finora abbiamo parlato dell’Olanda come della patria indiscussa degli amanti della bicicletta, dove il numero di bici negli ultimi anni ha addirittura superato quello delle auto e degli stessi abitanti (la media è di 1,3 biciclette procapite).

È c’è da crederci visto che la sola Amsterdam viene percorsa in lungo e in largo da più di 490.000 ciclisti ogni giorno. Se tutto questo, da una parte rende l’Olanda un modello virtuoso da imitare in chiave di mobilità sostenibile, dall’altra c’è da dire che il sistema comincia a dare i primi segnali di ‘cedimento’. Un cedimento ‘infrastrutturale’ visto che, a quanto pare, i cicloamatori dei paesi bassi sono alle prese con problemi ditraffico’ metropolitano del tutto simile a quello che si ha normalmente con le automobili.

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Ingorghi, carenza di parcheggi, affollamenti sulle piste e disagi vari palesano il fatto che il numero dei ciclisti in circolazione nel paese ha superato la capacità di contenimento e tenuta del sistema.

Con mezzo milione di biker che sfrecciano ogni giorno per le strade dei Paesi Bassi, i percorsi ciclabili (soprattutto quelli più affollati) iniziano a ‘star stretti’ agli olandesi, anche perché il flusso di ciclisti cresce di giorno in giorno. Le amministrazioni locali cominciano, dunque, a paventare soluzioni di decongestionamento del traffico molto simili a quelle adottate un tempo, quando il problema erano le troppe auto.

Si pensa di costruire mega parcheggi multi-piano o sotterranei e capannoni per il deposito di biciclette sequestrate perché mal parcheggiate.

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Ad Amsterdam, intanto, è stato già annunciato un piano di investimento da 120 milioni di euro per dotare la città di 38.000 nuovi parcheggi e 15 km di nuove piste.

E anche se questa situazione può sembrare per molti versi ‘paradossale’  e suscitare non poche perplessità circa la gestione del traffico bike friendly nelle grandi città, ciò che conta è che ancora una volta gli olandesi stanno dimostrando di essere i protagonisti assoluti nella lotta all’inquinamento e al surriscaldamento globale.

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Paolo maggio 25, 2013 alle 7:18 pm

non c’è pace nemmeno per le bici! Forse i pattini. Magari i monopattini! Non perdere la speranza. 🙂

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