L’Irlanda si scopre green per combattere la crisi

di Elle del 3 febbraio 2013

Ridurre il nostro impatto sull’ambiente e andare nella direzione di uno stile di vita più eco-sostenibile si sta rivelando non solo una necessità per dare respiro all’ambiente ma sembra possa rivelarsi anche una ricetta efficace per superare con successo il periodo di crisi che stiamo attraversando.

Lo dimostra l’esempio dell‘Irlanda che, dopo gli aiuti garantiti dal Fondo monetario internazionale,  sta cercando di uscire a testa alta dalla crisi  anche grazie alla decisione di investire nell‘eco-sostenibilità.

Il governo irlandese, infatti, con la ‘carbon tax’ ha deciso di tassare l’utilizzo di combustili fossili da parte di abitazioni private , uffici, automobili e fabbriche. Gli ingenti aumenti del costo di petrolio, gas naturale e cherosene, quindi stanno determinando un’inversione di tendenza nelle abitudini della popolazione irlandese che si è dovuta adeguare ad una svolta ‘green’.

Anche i rifiuti degli irlandesi sono controllati e pesati, prevedendo pesanti tasse per cui non esegue correttamente la raccolta differenziata inquinando l’ambiente: un grosso passo in avanti per questo paese, se pensiamo che nella capitale Dublino, appena una dozzina d’anni fa non era prevista la raccolta differenziata di alcun materiale, nemmeno il vetro.

Notevoli sono stati gli sforzi da parte delle autorità per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di attuare una corretta differenziazione dei rifiuti, come del resto avevamo visto in occasione di un simpatico video virale, dove un bidone scherzosamente placcava i cittadini che non facevano correttamente la raccolta differenziata.

Grazie a questo cambiamento eco-friendly, l’Irlanda si sta riscoprendo come nazione a vocazione verde d’Europa: ma il vero punto è che questo cambio di rotta da parte degli irlandesi si sta rivelando funzionale ad una strategia di crescita (si prevede che il PIL in Irlanda cresca del 2% quest’anno) e che il controllo sugli sprechi e la tassazione sulle forme di energia più inquinanti sta aiutando l’ex tigre di smeraldo a tenere sotto controllo il rapporto deficit/PIL, che quest’anno dovrebbe assestarsi attorno al 2%, ben dentro i famosi paletti di Maastricht.

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