L’isola di Nisida libera dai presidi militari NATO dopo 40 anni

di Luca Scialò del 11 aprile 2013

La piccola isola di Nisida non sarà più militarizzata. Dopo quarant’anni di attività a Napoli infatti, il comando marittimo alleato di Nisida si trasferisce a Northwood, in Gran Bretagna. Il trasferimento si svolge nel quadro della ristrutturazione dell’alleanza atlantica in Europa: centottanta militari di 19 nazioni, 30 dei quali italiani, saranno trasferiti al comando interforze (Jfc Naples) o riassegnati ai paesi di origine.

Il Sindaco De Magistris ci tiene a sottolineare che non si tratta di fuga americana da Napoli: «Come nel caso della ex sede Nato di Bagnoli, dove la Regione si è impegnata a trasferire uffici, anche qui a Nisida la marina lascerà un proprio comando logistico e farà continuare a vivere questi luoghi. La presenza dello Stato qui – ha aggiunto De Magistris – è importante, come dimostra anche l’incendio doloso di Città delle Scienza».

Nisida è una piccola isola appartenente all’arcipelago delle isole Flegree; ha origini vulcaniche ed è posta all’estrema propaggine della collina di Posillipo, in località chiamata Coroglio. Dal punto di vista amministrativo essa fa parte di Bagnoli, un quartiere di comune di Napoli. L’isola non è accessibile in quanto ospita l’Istituto Penale Minorile di Napoli e ciò ha consentito che essa conservi in modo quasi intatto le ricchezze faunistiche e floristiche in essa presenti.

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Nisida ha un’importanza sia storica (legata al periodo dell’Impero romano e agli angioini) che naturalistica, essendo presente qui una vasta vegetazione che consente l’esistenza di diverse specie di insetti e di fiori. Non a caso essa fa parte del Parco regionale dei campi flegrei, istituito nel 2003.

Un’area che racchiude specie sempreverdi quali il Mirto, il Lentisco, il Cisto, l’Erica, il Leccio e il Corbezzolo; oltre a numerose specie vegetali: Phillyrea spp., Cistus spp., Juniperus communis, Pistacia lentiscus, Rosmarinus officinalis, Pinus pinaster, Quercus ilex, Rhamnus alaternus, Arbutus unedo. Quanto alla fauna, gli uccelli in migrazione trovano un luogo di sosta nella zona. Tra le specie annoveriamo: Gheppio, Lodolaio, Rigogolo, Cormorano, Svasso, Moretta tabaccata, Beccaccia, Torcicollo.

Nei suoi fondali esistono delle strutture manufatte oggi sommerse (come un molo romano) che denotano un abbassamento del terreno dovuto a fenomeni di bradisismo, come in molte altre zone dei Campi Flegrei. Un fenomeno che proprio negli ultimi mesi è stato alquanto evidente, generando anche un certo allarmismo.

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