L’Italia ha il primato europeo per consumo di acqua in bottiglia, e le Regioni ‘regalano’ le sorgenti

di Luca Scialò del 12 aprile 2013

L’Italia detiene il non eccelso primato europeo per il consumo di acqua minerale procapite: nel 2011 ciascuno di noi ha consumato ben 188 litri. Dei 12,350 miliardi di litri imbottigliati nel corso di quell’anno, oltre 11,320 miliardi sono stati consumati dentro i confini nazionali.

Si tratta di un volume d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda ‘solo’ 168 società che gestiscono 304 diverse marche commerciali.

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Aggiungiamoci pure  che le ditte imbottigliatrici approfittano del caos che regna sui canoni di concessione per i prelievi alla fonte per pagare alle Regioni e ai Comuni canoni irrisori. Che solo un terzo delle bottiglie è riciclato, mentre la maggior parte continua a finire in discarica o viene dispersa nell’ambiente. E che l’85% dei volumi è trasportato su gomma.

Legambiente e Altreconomia, nella Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo scorso, hanno ancora una volta ricordato che sulla questione dei canoni di concessione la Conferenza Stato-Regioni si è espressa già nel 2006, indicando un valore di riferimento di 30 euro per ettaro e un importo tra 1 e 2,5 euro per metrocubo imbottigliato.

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Eppure ancora oggi regna il caos e gli italiani continuano a non bere l’acqua municipale, seppure sicura e controllata, preferendo gravare sul loro budget familiare per un acquisto spesso di lusso.

Sono in realtà pochi i casi in cui è oggettivamente impossibile bere l’acqua del rubinetto perché troppo inquinata o addirittura tossica perfino per lavarsi, e di alcuni casi di malagestione del bene pubblico TuttoGreen vi ha già dato testimonianza.

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