Living Planet Report 2014: specie animali diminuite del 52% in 40 anni

di Luca Scialò del 5 novembre 2014

I dati diramati dal nuovo rapporto biennale Living Planet Report 2014 – curato dal WWF – sulla situazione delle specie animali sulla Terra sono sconcertanti: negli ultimi 40 anni oltre metà della fauna selvatica del Pianeta è diminuita della metà e la causa principale di ciò, manco a dirlo, l’uomo.

Secondo il report dell’associazione ambientalista, infatti, tra il 1970 e il 2010 l’indice “Pianeta vivente“, che monitora 3.083 specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci, è sceso del 52% senza dare segni di rallentamento.

Siamo noi con tutto l’inquinamento, la cementificazione incontrollata, il degrado, lo sfruttamento dissennato delle risorse naturali (come l’estrazione di petrolio e lo sfruttamento dell’acqua) e animali (come la caccia e la pesca) ad aver contribuito alla scomparsa di così tante specie.

Certo, non solo all’uomo bisogna pensare, perché gioca un ruolo pesante anche il cambiamento climatico.

Il problema di questa progressiva scomparsa si può sintetizzare nel fatto che la specie umana consumi più del 50% di ciò che i sistemi naturali sono in grado di rigenerare. La maglia nera spetta ai Paesi europei, al punto che il WWF afferma che se la popolazione globale avesse lo stesso tenore di vita di un europeo medio, di pianeti ne servirebbero 2,6.

Dal Living Planet Report 2014 emerge la fotografia di un Pianeta di sfruttatori e di sfruttati, ma è sempre più evidente la necessità di dover prendere oggi delle decisioni che portinonel lungo periodo a dei benefici per l’ambiente, la società e l’economia perché non si potrà andare avanti ancora per molto con questi ritmi.

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