Lo studio francese sugli OGM stroncato dall’EFSA

di Erika Facciolla del 27 gennaio 2013

Una secca bocciatura allo studio francese sul mais geneticamente modificato. E’ questo il verdetto dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che, dopo la pubblicazione dello studio del ricercatore francese Seralini – a quale non swembra essere stato riconosciuto alcun fondamento scientifico – non ha ritenuto necessario valutare nuovamente la sicurezza del mais OGM NK 603.

Si tratta del nuovo studio scientifico francese che ha rilanciato i dubbi sui probabili danni alla salute da parte degli OGM, di cui abbiamo parlato nell’articolo: OGM, finalmente una ricerca svela la loro reale pericolosità.

Eppure gli esperti dell’EFSA hanno dato un severo e inappellabile giudizio attraverso un secco comunicato stampa, rigettando le conclusioni descritte nello studio del prof. Seralini, basate sul trattamento sperimentale di alcuni ratti con il mais NK603 e con il glifosato, erbicida a cui questo tipo di mais pare essere resistente.

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Tra le ipotesi formulate e supportate dagli esperimenti condotti, Seralini paventava un notevole aumento del rischio di sviluppare svariate forme tumorali con l’assunzione del suddetto mais.

Secondo il comitato di esperti chiamati a pronunciarsi sulla questione, le lacune metodologiche riscontrate nello studio sarebbero tante, a cominciare dall’esiguo numero di ratti trattati, appartenenti ad un ceppo molto predisposto al cancro; anche le dosi di mais non sarebbero verosimili rispetto a quelle assunte normalmente nella dieta umana, le formulazioni dei mangimi poco dettagliate, i metodi statistici non del tutto convincenti.

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Le conclusioni non possono essere accolte a causa dell’inadeguatezza della progettazione, della descrizione e dell’analisi dello studio’. Queste le conclusioni espresse dai tecnici che hanno sottolineato come Seralini non sia stato nemmeno in grado di fornire i chiarimenti richiesti e ritenuti necessari per supportare con nuovi e più esaustivi dati il suo studio.

La domanda, fondamentalmente è una sola: come mai un ricercatore così stimato nell’ambiente scientifico avrebbe dovuto esporsi ad una simile bocciatura internazionale con una simile leggerezza?

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Che le sue conclusioni siano state formulate (volontariamente o no?) in maniera troppo drastica? Quel che è certo è che gli effetti degli OGM sulla salute dell’uomo sono ben lungi dall’essere chiariti una volta per tutte.

E se ci fosse lo zampino di Monsanto?

 

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