Londra avrà una centrale termica che va con olio esausto e grassi dai ristoranti della città

di Luca Scialò del 21 maggio 2013

A Londra si è trovato il modo di riciclare il grasso e l’olio che normalmente vengono gettati nelle fogne della città grazie ad un progetto di raccolta di questi prodotti, che normalmente vengono gettati nelle fogne, da utilizzare come carburante  in una centrale costruita ad hoc, per produrre energia che poi rifornirà la rete nazionale. Almeno stando alle intenzioni delle due società coinvolte nell’oprazione: Thames Water e 2OC.

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Il trattamento di olii e grassi da ristoranti e aziende alimentari consentirà anche di ovviare a quel milione di sterline al mese che occorrono per liberare le fognature dall’ostruzione generata da questi prodotti esausti altamente inquinanti.

Trenta tonnellate al giorno di rifiuti saranno così raccolti dagli avanzi della cucina dei ristoranti, un quantitativo che garantirà più della metà del carburante di cui la centrale energetica necessita per funzionare. Il resto verrà da olio vegetale e sego (grasso animale).

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L’accordo, del valore di più di 20 milionio di sterline (23,7 milioni di euro) in 20 anni, ha reso possibile la costruzione della centrale di 70 milioni di sterline (82,7 milioni di euro) a Beckton, est di Londra, finanziata da un consorzio guidato da iCON Infrastructure. Si punta a renderlo operativo nei primi mesi del 2015.

L’impianto produrrà 130 Gigawatt (GWh) all’anno di energia elettrica rinnovabile senza utilizzare una sola coltivazione di colza o altre piante da bio-carburante.

E’ proprio il caso di dire: “è tutto grasso che cola”…

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Roberto D'Aronco giugno 17, 2013 alle 2:44 pm

Peccato che in Italia il Ministero non si sia, dopo anni di richieste, ancora attivato per permettere di utilizzare l’olio di frittura o altri “rifiuti”! E al tempo stesso sta uccidendo tutte quelle aziende che hanno deciso di realizzare impianti IDENTICI a quello di Londra bloccandone i pagamenti e complicando inutilmente gli adempimenti burocratici!

ITAgLIA

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Maria Fioravanti maggio 24, 2013 alle 3:58 am

“quello che non strozza ingrassa” recita un antico adagio…;-)il problema è avere abbastanza clienti nei ristoranti…

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