Lupi vittima di bracconaggio, 5 consigli dal WWF

di Luca Scialò del 27 gennaio 2014

Ormai si può parlare di autentica strage, quella ai danni dei lupi in Italia. Da tempo ormai si registra una continua uccisione di questa specie.

Il presidente del WWF Italia, Dante Caserta, indica nella mancanza di volontà dei politici di proteggere questa specie dall’estinzione. E pure gli allevamenti di ibridi di lupi, che andrebbero regolamentati, sono allo sbando. Il risultato è l’abbattimento ‘selvaggio’ di esemplari sia liberi e allo stato brado che di quelli ibridi da allevamento, soprattutto in Maremma e in Abruzzo. Un accanimento che non si verificava dagli anni ’70.

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Ma una convivenza è davvero impossibile? Secondo il WWF si può sviluppare con i lupi un rapporto di rispetto reciproco. Perché è sempre bene ricordare che siamo sempre noi ad invadere la Natura.

1. Prevenire il fenomeno attraverso la promozione e l’adozione da parte degli allevamenti di quegli strumenti anti-predazione sperimentati e più efficienti per quegli ambiti territoriali.

2. Promuovere una politica degli indennizzi che sia unitaria, che faciliti le procedure amministrative e dia certezza del diritto, e anche più veloce.

3. Sviluppo coordinato del controllo dei danni al patrimonio zootecnico, così da consentire in tempo reale interventi concreti.

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4. Applicare le già presenti norme sul randagismo e gli animali domestici, dando applicazione alle norme su registrazione e dichiarazione degli animali da compagnia.

5. Cercare di rimuovere gli ibridi selvatici del lupo-cane che possono costituire una minaccia per il patrimonio zootecnico.

Per non arrivare al momento in cui del lupo si possa parlare solo nelle favole…

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