Mediterraneo: dopo le foche e i delfini, anche lo squalo elefante è a rischio

di Erika Facciolla del 3 gennaio 2015

Il suo aspetto può incutere timore e dalla stazza sembrerebbe un temibile predatore, ma in realtà lo squalo elefante è un vero e proprio gigante buono che da secoli popola i nostri mari filtrando il plancton esattamente come le balene. Benché questa specie sia assolutamente innocua per l’uomo, lo squalo elefante continua ad essere cacciato, tanto che oggi la sua sopravvivenza è a rischio.

Per scongiurare il pericolo estinzione di questo animale e di altre specie rare del Mare Nostrum sono nate diverse iniziative convergenti: la prima, finanziata dalla Commissione Europea, consiste nel progetto ‘Life+’ nato per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle biodiversità; sul fronte nazionale, invece, ‘Sharklife’ è il programma parallelo che da vita alle principali azioni di difesa delle specie cartilaginee presenti in Italia.

Ma non è tutto. Con l’operazione squalo elefante 4 promossa da MedSharks si tenta di raccogliere informazioni preziose sugli spostamenti nel mediterraneo dello squalo elefante, le cui rotte migratorie sono ancora oggi celate da un alone di affascinante mistero: l’animale, infatti, compare misteriosamente in inverno e in primavera senza però sapere da dove arrivi esattamente. L’unica cosa certa è che questo curioso abitante del Mediterraneo è un viaggiatore accanito e impavido,  capace di grandi migrazioni. Basti pensare che l’ultimo avvistamento di un esemplare monitorato (per quanto possibile) dai ricercatori del progetto, è avvenuto il mese scorso alle Hawaii dopo che l’animale aveva attraversato un tratto di oceano lungo 4.000 chilometri nel giro di otto mesi.

Oltre alla tutela dello squalo elefante, ricercatori e volontari sono impegnati su più fronti: in primis con la sperimentazione di un nuovo dispositivo elettronico in grado di rilevare la presenza di grandi animali come squali, delfini e tartarughe intrappolate nelle reti da posta e di inviare un segnale radio agli operatori del Parco della Maddalena in Sardegna; dal punto di vista normativo, invece, si lavora per estendere le restrizioni riguardanti la pesca sportiva a piccoli squali e razze.

Ma non solo lo suqlo elefante è a rischio: occorre infatti ricordare che il mar Mediterraneo ospita 80 specie di squali e razze e circa la metà di questi animali sono a grave rischio estinzione. Tra loro mante, trigoni, smeriglio, squalo angelo, volpe, martello, elefante, mako e verdesca sono le specie maggiormente minacciate con riduzioni della popolazione che in alcuni casi arriva al 98%. Le cause di questo disastro sono diverse e imputabili alla pesca (sportiva e non), l’inquinamento e il bracconaggio. Ecco perché la lotta deve essere dura, inesorabile e condotta in maniera serrata su più fronti.

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