Moda ‘sporca’, ecco i libri che raccontano cosa c’è dietro la moda cheap

di Alessia del 4 gennaio 2013

Il mondo della moda da sempre si presenta sotto luci accattivanti, proponendosi come un settore ricercato e degno di invidia per noi comuni mortali. Non tutti hanno però chiaro il costo in termini ambientali che ha quest’industria.

FOCUS: Dei vestiti veramente naturali che denunciano i costi ambientali della moda

Oggi vi segnaleremo anche 15 opere editoriali nel mondo anglosassone che ci svelano cosa si  nasconde dietro le quinte del dorato mondo della moda.

Moda & Sostenibilità: design for change (2012) di Kate Fletcher e Lynda Grose analizza come la conversione sostenibile dell’intero circuito di produzione stia lentamente migliorando la qualità dei prodotti e le condizioni lavorative degli operatori coinvolti. Il libro affronta varie tematiche, dall’uso di sostanze tossiche agli abusi sul lavoro, per presentare infine una ricca panoramica sulle innovazioni nei materiali, nella fabbricazione e distribuzione dei capi.

Naked Fashion: The New Sustainable Fashion Revolution (2012) di Safia Minney è un libro sulla rivoluzione sostenibile che sta investendo il mondo della moda. Si trovano contributi sulla condizione degli operai tessili del Terzo Mondo, casi di studio sulla moda a basso impatto ambientale e profili di designer, fotografi, registi e altri personaggi che stanno innovando il settore dall’interno.

To Die For: Is Fashion Wearing Out the World? (2011) di Lucy Siegle, giornalista dell’Observer, analizza in modo agghiacciante il consumismo sfrenato dei nostri tempi che ci porta a considerare i vestiti come prodotti usa e getta per stare al passo con la moda stagionale.

Shaping Sustainable Fashion: Changing the Way We Make and Use Clothes (2011) di Alison Gwilt e Timo Rissanen consiglia una serie di soluzioni strategiche per reinventare il modo di produrre e usare i capi d’abbigliamento.

Eco Fashion(2010) di Sass Brown porta una ventata di ottimismo, presentando una carrellata di casi di bioarchitettura e di personaggi che stanno segnando una svolta importante verso un approccio sempre più sostenibile.

Amelia’s Compendium of Fashion Illustration (2010) di Amelia Gregory mostra i profili dei 45 migliori designer e case produttrici che si sono distinti per il loro impegno ambientalista, tra cui Ada Zanditon, Christopher Raeburn< ed.EDUN. The Travels of a T-shirt in a Global Economy (2009) di Pietra Rivoli è il simpatico racconto di viaggio di una t-shirt che attraversa tutto il pianeta. Nel libro si intrecciano spunti di economia, politica e storia, approfondendo tematiche scottanti come quelle del protezionismo e del libero scambio.

Where Am I Wearing? A Global Tour to the Countries, Factories, and People ThatMake Our Clothes (2012) di Kelsey Timmerman, come il libro precedente, analizza il percorso di una T-shirt, un paio di blue jeans, di boxer e infradito attraverso l’ Honduras, il Bangladesh, la Cambogia e la Cina, affrontando domande scomode con un umorismo disarmante.

Sustainable Fashion and Textiles: Design Journeys (2008) di Kate Fletcher è stato tra i primi libri a sfidare la cultura esistente con i temi della sostenibilità per i capi d’abbigliamento e i tessuti. Il messaggio lanciato è quello di poter diffondere i nuovi eco-principi sfruttando la pubblicità dell’intero settore.

Eco-Chic: The Fashion Paradox (2008) di Sandy Black, professore alla London Collegeof Fashion, presenta una serie di casi di designer, tra cui Katherine Hamnett, Marks and Spencer e Linda Loudermilk, scovando i segreti che si celano dietro alla ricerca dei materiali utilizzati.

Green is the New Black: How to Change the World With Style (2008) di Tamsin Blanchard è una simpatica guida che ci insegna come essere fashion e green allo stesso tempo, privilegiando scelte eco-consapevoli.

Style, Naturally (2008) di Summer Rayne Oakes è una sorta di vademecum contenente informazioni su siti web e case produttrici che si stanno impegnando nella realizzazione di capi e prodotti di bellezza rigorosamente green.

Future Fashion White Papers (2008) di Leslie Hoffman and Earth Pledge è una raccolta di saggi scritti da progettisti, produttori, agricoltori, professori, modelli, imprenditori e direttori creativi. La prefazione di Diane von Furstenberg è un inno alla protezione dell’ambiente.

In Fugitive Denim (2007), la giornalista Rachel Louise Snyder segue l’industria dell’abbigliamento su varie location: da un atelier di design di New York, presso un raccoglitore di cotone in Azerbaigian, nelle fabbriche cinesi. Nessun tono polemico, solo un quadro descrittivo della forza lavoro presente al mondo d’oggi.

E per finire Overdressed: The Shockingly High Cost of Cheap Fashion (2012) di Elizabeth L. Cline è una critica a quella che viene definita la fast fashion, che come nella logica dei fast food, implica un consumismo sfrenato a danno dell’ambiente ma anche delle nostre anime.

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