Monviso finalmente tutelato come ‘Riserva della biosfera’

di Erika Facciolla del 20 giugno 2013

Finalmente un riconoscimento internazionale di straordinaria importanza per uno dei simboli del patrimonio naturalistico del nostro paese: da pochissimi giorni, infatti, il Parco del Monviso è stato ufficialmente riconosciuto dall’UnescoRiserva delle Biosfera Naturale’ nell’ambito del programma “MAB” (acronimo di Man and Biosphere).

Con questo proclama, il Parco del Monviso si aggiunge alle altre 621 riserve individuate dall’Unesco in più di cento paesi del Mondo. Un riconoscimento importante, non solo per l’immagine del nostro paese ma anche per l’impegno e le energie che le autorità locali di competenza hanno impiegato a tutela di questa preziosa risorsa. Un impegno che dovrà proseguire con ancora più vigore nei prossimi anni, per ottimizzare la gestione del territorio, promuovere uno sviluppo sostenibile, coinvolgere le comunità locali e tutti i soggetti, privati e non, a sostegno del progetto.

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Per la precisione, l’area premiata dall’Unesco con la menzione di ‘riserva’ comprende il Parco regionale del Po cuneese e tutte le aree limitrofe contigue. Per questo territorio, la candidatura era partita lo scorso anno su iniziativa di diversi gruppi promotori della zona, del Ministero dell’Ambiente, della Regione Piemonte  e degli 88 comuni nel progetto transfrontaliero ‘PIT Monviso’.

La designazione di riserva ‘Transfrontaliera’, che costituirebbe un valore aggiunto al traguardo conquistato, è condizionata dagli accordi di cooperazione che lo stato italiano e quello francese stanno mettendo appunto e che dovranno essere presentati entro il prossimo novembre.

Le altre 9 aree Mab in Italia sono: la Selva di Collemeluccio in Molise, il Circeo, Miramare a Trieste, il Parco del Cilento, Somma Vesuvio, la Valle del Ticino, il Parco dell’arcipelago toscano e la Selva Pisana e Monviso. E per il prossimo anno già preannunciate le candidature di Siracusa, Delta del Po, Costiera Malfitana, Sila e Trento che potrebbero arricchire la fitta rete di tesori ambientali che l’Unesco ha già riconosciuto al Bel Paese.

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