Guida alle coppette per il ciclo: alleate delle donne e dell’ambiente

di Elle il 24 giugno 2011 · 4 commenti

In Italia le più tradizionaliste la guardano ancora con diffidenza e scetticismo mentre nel mondo anglosassone, da cui proviene, é ormai un vero e proprio must per far dimenticare le limitazioni avvertite durante i periodi del ciclo femminile.

Per chi ancora non la conoscesse, stiamo parlando della coppetta mestruale. E’ l’alternativa eco-sostenibile ai classici tamponi assorbenti sia interni che esterni, utilizzati mensilmente dalla gran parte del popolo femminile.

Parliamo di un piccolo calice a forma di imbuto in silicone anallergico il cui utilizzo prevede l’inserimento direttamente in vagina attraverso poche e semplici manovre, in modo da consentire la raccolta del flusso invece che l’assorbimento.

Diversamente da quanto accade per gli assorbenti tradizionali, può essere riutilizzata più volte, risciacquandola e sterilizzandola tra un ciclo e l’altro, e per diversi anni: ne conseguono evidenti vantaggi anche per le proprie tasche se si pensa che l’unica spesa è l’acquisto della coppetta (con un costo variabile, in genere, dai 24 ai 35 euro). Davvero poco dispendioso!

Ci guadagnano le donne e ci guadagna l’ambiente.

Infatti lo smaltimento degli assorbenti, che vanno gestiti come rifiuti sanitari, è un problema ben noto e si può dire irrisolto, così come i pannolini dei bambini, visto che non c’è possibilità di riciclare questo materiale ma solo di distruggerlo.

Non di poco conto è anche l’aspetto relativo alla comodità nei periodi del ciclo: le donne possono dimenticare di preoccuparsi di imbarazzanti perdite ed evitare di rinunciare alla frequenza di palestre o piscina. Inoltre regalano maggiore autonomia se si è in viaggio o al mare proprio in “quei” giorni.

Esistono ormai in commercio anche in Italia alcune versioni di questa coppetta che presentano tra loro lievi differenze.
La più diffusa è la Mooncup ma sono disponibili anche la LadyCup, la Femmecup, la Miacup e ancora altre.  Si trovano in vendita in Italia online o presso i negozi specializzati in materiale eco-sanitario che spesso hanno anche materiale per la eco-puericultura.

L’aspetto che maggiormente discrimina i vari tipi di coppette, oltre al colore ed a piccole variazioni di prezzo, sta essenzialmente nella capacità contenitiva e nelle dimensioni. Sta quindi a ciscuna donna trovare il modello che più le si adatta e con cui si troverà più a suo agio.

Inoltre è richiesta una certa dose di “abilità” nell’inserimento ed estrazione che comunque si acquisisce con la pratica fino a diventare quasi automatico.

Allora cosa aspettate ? Non resta che provare questa soluzione “verde” per il periodo “rosso”!

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Camilla giugno 24, 2011 alle 5:17 pm

Non le consiglio: sono scomode, difficili da applicare, da rimuovere, un vero disastro!! E c’è sempre bisogno di un assorbente esterne, perchè “trasbordano”. Con tutto il rispetto per l’ecologia, non la userò più!

luna giugno 24, 2011 alle 5:43 pm

buon per chi le usa, io non le userei mai.
Vorrei proprio vedermi a “svuotarla” (e già mi vien male) nei bagni dell’ufficio, o peggio in un bar, visto che sto tutto il giorno fuori casa.
Le donne di oggi lavorano tutto il giorno fuori casa, c’è bisogno piuttosto di nuovissimi assorbenti biodegradabili, altrochè coppette…
e poi, chi come me ha un ciclo fortissimo e violento…aiuto, sto male al pensiero….

Valeria novembre 30, 2011 alle 4:43 pm

Io sono una fedelissima mooncuppista!
la uso ormai da tre anni e nel tempo l’ho regalata a sorelle e cugine, che hanno tutte molto apprezzato!
Inutile dire che tra amiche nessuna possiede più i vecchi assorbenti, che, ad essere sincera, non mi mancano per niente!
All’inizio bisogna un po’ impratichirsi sull’”inserimento” della coppetta, qualche goccia può fuoriuscire, ma dopo il rischio è quello di dimenticarsi di averla!
Per la vita di ogni giorno non vedo tutti questi problemi del doverla svuotare in ufficio o in un bar, infatti è abbastanza capiente da permettere ore e ore di autonomia anche nei giorni di flusso maggiore, e poi non è più complicato che cambiare un tampone! Personalmente l’ho usata in ogni situazione possibile, incluso il campeggio più spartano del mondo e le gite in montagna! Al mare, infine, è semplicemente perfetta perché la puoi utilizzare dal primo all’ultimo giorno senza rischi per la salute!

A chi non l’ha apprezzata la prima volta, consiglio vivamente di riprovarci. Non se ne pentirà!

Laura dicembre 30, 2011 alle 9:33 am

Io la trovo veramente una pessima idea sia dal punto di vista funzionale che da quello psicologico.
Il progresso migliora la vita, in questo caso la fa regredire.
Medioevo di ritorno.

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