Italia maglia nera per morti da inquinamento dell’aria a causa di ozono e polveri sottili

di Luca Scialò del 10 dicembre 2014

Sapete quanti sono i morti per inquinamento dell’aria da ozono in Italia? 3.400 all’anno. E da polveri sottili? 64.000 all’anno.

Italia è maglia nera in Europa per la concentrazione di ozono: sono addirittura 3.400 ogni anno i morti per inquinamento dell’aria dovuto a questo gas, mentre si piazza al secondo posto dietro la Germania per le vittime da polveri sottili: sono 64.000 l’anno.

Questi dati inquietanti sono stati diffusi nell’ultimo rapporto Air Quality 2014 dell’Agenzia europea dell’ambiente, che ha raccolto i dati provenienti dalle stazioni di monitoraggio in 33 paesi europei dal 2003 al 2012.

In realtà il fenomeno è diffuso tutta l’Europa. Sono milioni i cittadini con problemi respiratori o cardiaci riconducibili all’inquinamento atmosferico. E si contano 400mila morti annue premature riconducibili a malattie del cuore, dei polmoni o ictus che sono legate allo stato della’aria che respiriamo.

Questo vale quasi totalmente per chi vive in città, dove i valori di sostanze inquinanti superano, infatti, nella maggior parte delle 400 città analizzate, i livelli ritenuti non sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità.

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Stiamo parlando di polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ozono, metalli tossici, benzene e molto altro. Da diversi anni infatti è assodato che tra i fattori che impattano sul cambiamento climatico ci sono diversi agenti inquinanti dell’aria, tra cui l’elevata concentrazione di ozono nella troposfera (O3), le polveri di carbone e le polveri sottili, così come ammonio, solfato e nitrato.

Dove vengono emessi di più? Ovviamente dalle industrie, ma anche da auto, rifiuti e agricoltura intensiva.

Guardando più specificamente le sostanze, si nota che l’Italia è prima per l’emissione di monossido di carbonio (che è un prodotto della combustione di organici, come carbone, olio e legno); mentre per le polveri sottili e per l’ozono troviamo Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Turchia, Repubblica Ceca, Romania. Per gli ossidi di azoto e il benzopirene (contenuto nel catrame di carbone fossile), ai Paesi citati sopra, si aggiungono anche Austria, Germania, Francia e Regno Unito.

In Italia poi sta aumentando l’emissione di benzopirene, che proviene dall’uso urbano di stufe a legna e centrali a biomasse. Le fonti principali di inquinamento in Italia però rimango auto e industrie. Il benzopirene è molto diffuso anche nei Paesi dell’est Europa.

 

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