Motori elettrici puliti senza terre rare

di Claudio Riccardi del 15 gennaio 2013

La sperimentazione nel campo dei motori elettrici compie un nuovo, importante passo. Da Chicago, Stati Uniti, arriva il primo propulsore a corrente continua che non fa uso di magneti derivati dalle terre rare.

Per chi non lo sapesse, le terre tare sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, precisamente scandio, ittrio e i lantanoidi, presenti in quantitativi limitati presso i giacimenti minerari. Miniere che per altro secondo alcune stime sono controllate per il 95% dalla Cina, pronta a interrompere le esportazioni ogni qualvolta emergano controversie con i competitors economici.

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Di fatto, in questo modo, l’accesso a queste materie prime ha assunto contorni politici.

Per gli altri paesi è divenuto di conseguenza importante studiare delle alternative. I tecnici di HVET, la start up che ha avviato il progetto, sono pronti a testare la soluzione “no rare earth elements”” su modelli di biciclette elettriche. I motori sono performanti ed estremamente silenziosi.

Anche una casa automobilistica, la Usa Nidec Motor, ha gia’ incominciato i primi test nella convinzione che si possano ottenere prestazioni di rispetto anche senza l’utilizzo di magneti realizzati con terre rare.

Ricordiamo che le auto elettriche attualmente sul mercato montano batterie che nella componentistica utilizzano ben 14 differenti materie prime fra cui, come già accennato, le terre rare. E’ per questo motivo che il lavoro portato avanti dagli ingegneri americani assume particolare importanza. Per la conservazione dell’ambiente, e anche per il mantenimento degli equilibri geo-politici.

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