Nano-bionica vegetale: coltivare piante sarà facile perché si autoripareranno

di Erika Facciolla del 24 maggio 2014

In futuro coltivare piante sarà facile perchè si ripareranno da sole! Gli scienziati l’hanno già ribattezzata nano-bionica vegetale, vale a dire l’insieme di quelle tecniche sperimentali che puntano a massimizzare e diversificare le funzioni delle piante aumentandone in maniera esponenziale la produzione di energia e far in modo che in futuro siano in grado di ‘auto-ripararsi’ senza l’intervento umano.

VAI A: Risparmiare sul fotovoltaico con l’inchiostro fotosensibile

La piattaforma tecnologica di questa ultima frontiera scientifica della Nano-bionica vegetale è proprio il regno vegetale che negli ultimi tempi è diventata la principale fonte di ispirazione per i ricercatori di tutto il Mondo.

Le piante, infatti, svolgono già autonomamente molte funzioni vitali estremamente complesse: la fotosintesi non è che l’esempio più lampante del ruolo fondamentale che svolgono per l’intero ecosistema.

LEGGI ANCHE: Natura incredibile: 7 stupende piante carnivore

Ora, degli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) stanno cercando di rendere le piante ancora più utili a sé stesse, all’Uomo e al Pianeta attraverso l’uso delle nanotecnologie che potrebbero aprire a funzioni integrate innovative come, ad esempio, catturare l’energia del sole per produrre energia, rilevare gli inquinanti presenti nel terreno o nell’atmosfera e addirittura segnalare la presenza di esplosivi e ordigni bellici.

L’idea dei ricercatori americani pubblicata sul sito ufficiale dell’istituto di ricerca ‘Mit Energy Initiative’ è quella di installare nanotubi in carbonio negli organi responsabili della fotosintesi clorofilliana, i cloroplasti, in modo da potenziare la loro capacità di ‘catturare’ la luce del sole e trasformarla in energia per la costruzione degli zuccheri durante la seconda fase del processo fotosintetico.

POTREBBE INTERESSARTI: Dalla tecnologia della NASA arriva il giardino idroponico… spaziale!

Per prolungare la vita dei cloroplasti una volta estratti e prevenire la loro ossidazione, i ricercatori del MIT si sono serviti di nanoparticelle di ossido di cerio, più comunemente conosciuto come nanocerio, un potente antiossidante che protegge dalle alterazioni dell’ossigeno e di altri fattori che normalmente danneggiano le proteine fotosintetiche delle piante.

Il risultato, in buona sostanza, è un aumento pari al 30% dell’attività fotosintetica della pianta, percentuale che sale al 49% nel caso dei cloroplasti degli spinaci. Una scoperta che potrebbe aprire le porte ad una serie di possibilità davvero incredibili: in questo modo grazie alla Nano-bionica vegetale non solo le piante potrebbero auto-ripararsi e divenire più forti, ma le emissioni di CO2 presenti nell’atmosfera potrebbero essere finalmente contrastate efficacemente con le ‘super-piante’.

SCOPRI: App per coltivare orto e giardino

E non è tutto. I ricercatori del MIT stanno pensando di integrare negli organelli delle piante delle nanoparticelle magnetiche che potrebbero trasformare una semplice piantina in un’antenna di comunicazione biologica, utile per monitorare i livelli di inquinamento ambientale o la presenza nel terreno di pesticidi, tossine e altri inquinanti. La Nano-bionica vegetale è l’ennesima dimostrazione di quanto perfetto possa essere il binomio scienza-natura…

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *