Nanopesticidi, nuovi prodotti chimici sempre più potenti per l’agricoltura

di Claudia Raganà del 18 febbraio 2013

E’ oramai noto che l’industria agricola è una delle principali fonti di inquinamento ambientale, a causa soprattutto dell’utilizzo di pesticidi nelle coltivazioni.

L’ambiente, però, non è la sola vittima delle sostanze chimiche, ma anche gli esseri umani e gli animali sono esposti ad un pericolo per la salute seriamente importante. Basti pensare che, secondo alcune stime, nel 2011 ben 2 milioni di individui in tutto il mondo sono stati esposti ad importante rischio di contaminazione per effetto delle sostanze chimiche agricole.

Anche in questo campo, però, può venire in aiuto l’utilizzo delle nanotecnologie e dei progressi fatti in questo campo.
La particolarità delle nano-particelle (che hanno dimensioni tra 1 e 100 nanometri), consiste nell’avere proprietà e comportamenti differenti rispetto ai corrispettivi materiali di grandi dimensioni, che possono essere sfruttati negli ambiti più disparati. Ma queste caratteristiche possono rappresentare un effetto boomerang, come ad esempio la contaminazione degli organismi animali e umani; i nano-particolati possono essere facilmente inalati dagli esseri umani e insediarsi nelle vie respiratorie, nei polmoni e nel sangue, con effetti nocivi sulla salute.

Anche per questa ragione, l’ingresso di nano-tecnologie nelle coltivazioni viene osteggiata in molti paesi e richiede un processo continuo e approfondito di ricerca e sviluppo. L’Istituto per la Protezione Ambientale americano (EPA), in proposito, pur approvando l’utilizzo di  nanoparticelle nei pesticidi, ha sancito l’obbligo di riportare e registrare tutti gli ingredienti utilizzati. Tutte le sostanze, tra l’altro, dovranno essere stati preventivamente testate per verificarne gli effetti sulla salute dell’uomo, degli animali e sull’ambiente.

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Ciò nonostante, il loro utilizzo in agricoltura potrebbe avere innumerevoli vantaggi, primo tra tutti l’effetto di tenere sotto controllo le sostanze utilizzate e di impiegare quantità ben inferiori di prodotti chimici per avere risultati di gran lunga migliori. Le particolari proprietà dei nanoparticolati consentono, infatti, di trattare i parassiti in maniera “intelligente”, individuando gli agenti patogeni e applicando disinfettanti solo laddove necessario.

Il business che ruota attorno a questi nuovi prodotti, sta crescendo in maniera esponenziale ed entro il 2015 potrebbe raggiungere un volume di affari di 3.000 miliardi di dollari, andando ad impattare sia sulle agricolture dei paesi sviluppati, sia nei paesi emergenti.

Come sottolinea, però, l’EPA, sarà fondamentale regolamentare e catalogare i nano particolati presenti sul mercato, al fine di rendere noti gli effetti benefici e nocivi sulla popolazione.

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