Nell’immaginario collettivo si tende ormai ad associare spesso Napoli a strade sommerse dai rifiuti e ad una cattiva gestione o ad una totale assenza della raccolta differenziata.Forse, però, Napoli può avere finalmente un’occasione di rinascita partendo dall’educazione delle future generazioni.
Promuovere il concetto di cittadinanza partendo dalle scuole e dai più giovani abitanti, che ancora sono salvi da una visione deteriore e pessimista relativa alla res pubblica, può rappresentare la strada maestra per conseguire finalmente un cambiamento di rotta che passi innanzitutto attraverso una modificazione della mentalità imperante e complice talvolta del degrado.
Partendo da quest’idea di fondo nasce il progetto ‘Città Ecologica’ promosso dall’associazione Asìa di Napoli e dall’Ammistrazione comunale, coinvolgendo in particolar modo gli assessorati all’Istruzione, all’Ambiente e alle Politiche giovanili. L’obiettivo è quello di favorire la sensibilizzazione dei più piccoli, e non solo, circa le tematiche ambientali; per questo motivo il progetto ha visto un largo convolgimento delle scuole e degli ambulatori pediatrici.
Ecco alcuni dei punti fondamentali da sviluppare nel corso del progetto Città Ecologica:
- riciclaggio e riuso dei rifiuti solidi;
- riduzione del monouso nelle mense;
- seminari di formazione per i docenti;
- concorsi per promuovere le scuole virtuose (con pagelle verdi per premiare i comportamenti ‘eco-friendly’ delle classi)
- diffusione di un sano approccio alimentare con la collaborazione della Federazione dei medici pediatri;
- campagna di sensibilizzazione sui temi dell’acqua potabile e pubblica;
- distribuzione di contenitori riutilizzabili
- nuova edizione del progetto Educambiente promosso da Asìa che include la raccolta differenziata tra le materie di insegnamento a scuola.
Come è evidente, i punti in programma sono molteplici ma ruotano tutti attorno all’idea di realizzare buone prassi che instaurino un circolo virtuoso a partire dai più piccoli.
Solo un cambiamento della mentalità, e conseguentemente dell’agire, può permettere di sviluppare il pensiero su una Napoli diversa ed ecologica per salvarla dal degrado e restituire una volta per tutte la sua autentica bellezza.
Non resta che sperare che i cittadini napoletani siano pronti ad accogliere questa occasione per ridare un nuovo volto alla propria città.
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Dal Forum di TuttoGreen:
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Ecco anche un interessante video sull’iniziativa:











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A Pracatinat la prima esperienza piemontese di compostaggio “di prossimità”
Installato al Laboratorio didattico di Pracatinat (To) un compostatore per la gestione dei rifiuti organici prodotti dalla struttura. Nei primi 80 giorni di attività avviati al compostaggio più di 1300 kg. Ma l’impianto è sostenibile anche dal punto di vista economico?
lunedì 24 ottobre 2011 19:38
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Compostaggio “domestico”, “collettivo” o “di prossimità”. Sono diverse le alternative al conferimento in discarica dei rifiuti organici presentate nell’ambito del convegno conclusivo del progetto transfrontaliero italo-francese R2D2. Il progetto, centrato sulle buone pratiche per la “minimizzazione dei rifiuti”, ha inevitabilmente studiato e applicato sistemi per abbattare la frazione organica presente nelle nostre pattumiere, che ha un’incidenza tra il 30 e il 35% sul totale dei rifiuti prodotti.
Una delle esperienze più significative promosse nell’ambito del progetto R2D2 è stata presentata da Enrico Accotto della Regione Piemonte: l’uso di un compostatore elettromeccanico per la gestione del rifiuto organico presso il Laboratorio didattico sull’ambiente di Pracatinat. Il Consorzio, che gestisce la struttura che ha sede nel Comune di Fenestrelle, distribuisce circa 130 pasti al giorno, responsabili di circa 20 kg giornalieri di rifiuti organici. Dallo scorso 5 luglio questo quantitativo non viene più conferito in discarica ma trattato in loco grazie al compostatore. Un impianto che si colloca ad un livello intermedio tra il compostaggio domestico ed il compostaggio in un impianto industriale, che viene comunemente definito “di prossimità” trovando sede in un luogo limitrofo all’utenza (domestica o non domestica) che ha prodotto il rifiuto organico.
I risultati dei primi 80 giorni di attività dell’impianto di Pracatinat indicano un conferimento complessivo di 1327 kg a cui sono stati aggiunti 90 kg di pellet per facilitare l’avvio del processo di compostaggio.
Il compostatore di prossimità, essendo il primo del suo genere in tutto il Piemonte, è stato ed è costantemente monitorato, per trarre indicazioni utili sia sulle ricadute ambientali ma anche per raccogliere dati sulla sostenibilità economica del progetto.
Enrico Accotto nella sua relazione ha posto l’accento proprio su questo aspetto: il futuro del compostaggio di prossimità dipende, oltre che dai risultati attesi in termini di qualità del compost prodotto e dei costi del sistema, anche dai ritorni economici che questo sistema può consentire.
Spesso già oggi chi fa il compostaggio domestico usufruisce di riduzioni sulla tassa rifiuti del 5-10% ma introdurre lo stesso sconto alle strutture che decidono di fare compost in quantità maggiori, e quindi attraverso l’acquisto di macchinari come quello di Pracatinat, sarebbe poco incentivante.
Il costo annuo per la sola manutenzione e il funzionamento del sistema, nel caso di Pracatinat, si aggira infatti intorno ai 2000 euro, mentre la stima del costo evitato alla collettività intorno ai 900 euro (a cui però devono essere aggiunti valori non facilmente quantificabili relativi al minor impatto per la movimentazione e la gestione della discarica e per la riduzione del numero di passaggi per la raccolta del rifiuto indifferenziato).
Per una sostenibilità economica dell’impianto non basterebbe dunque che il Comune di Fenestrelle sottraesse quest’importo all’annuale tassa rifiuti ma occorrerebbe anche trovare una destinazione redditizia al fertilizzante prodotto. Ad oggi però, per poter vendere il proprio compost, occorre seguire una doppia procedura indicata dal decreto legge 75 del 2010: iscriversi come produttore di fertilizzante e registrare il proprio prodotto con nome e caratteristiche. Procedura macchinosa, che rischia di non far decollare questa buona pratica scoraggiando altre realtà a fare l’investimento.
Ma il “laboratorio” di Pracatinat cercherà di far scuola contribuendo anche ad una chiarificazione delle procedure, nell’interesse collettivo della riduzione dei rifiuti.www.comarecology.it info@comarecology.it