Nel 2100 la popolazione mondiale salirà a 11 miliardi: la Terra ci reggerà?

di Roberta Razzano del 3 novembre 2014

Gli ultimi dati sull’incremento della popolazione della Terra nel prossimo futuro hanno sbalordito e fatto aprire  la strada a molte domande e alla necessità di un dialogo tra nazioni che riguardi il bene comune del genere umano; sì perché tra poco meno di 80 anni la popolazione mondiale salirà a 11 miliardi di persone! Lo studio, guidato dal professore di statistica e sociologia Adrian Raftery, modifica le precedenti stime, che vedevano la possibilità, nel 2050, di un picco massimo di 9miliardi di  persone, e ci dicono che nel 2100 il nostro pianeta si troverà ad ospitare ben 11miliardi di esseri umani.

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Le stime, fatte con accurati ed innovativi mezzi statistici, prendono in considerazione diversi parametri di crescita ed individuano nel Africa sub-sahariana il luogo con il picco massimo di nascite; si prevede, ad esempio, che in Nigeria si passerà dagli attuali 200milioni ai probabili 900milioni di persone.

Questo è dovuto principalmente ad un problema culturale, in questi paesi si tende, infatti, a limitare l’accesso delle ragazze all’istruzione scolastica, con il naturale relegamento del ruolo femminile a quello esclusivo di madre; oggi, in Ghana, le ragazze senza istruzione tendono ad avere, in media, almeno 5 figli, quelle con un’istruzione secondaria 3 e quelle che riescono a conseguire una laurea non ne hanno mai più di 1.

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Nonostante i dati facciano riferimento ad un periodo che può sembrarci lontano, non sono trascurabili e soprattutto non si possono sottovalutare; l’incremento demografico è un aspetto fondamentale da considerare e tenere sotto controllo perché, ad iniziare dalle risorse del Pianeta, sono tanti gli aspetti che possono portare crisi e tensioni fino a sfociare in vere e proprie guerre.

La ricerca scientifica ci ha permesso di aumentare l’età media e di diminuire drasticamente la mortalità infantile, ma, contemporaneamente, è aumentato a dismisura l’inquinamento e lo sfruttamento della Terra per combustibili fossili e minerali, la pesca indiscriminata e le coltivazioni OGM (che mettono a rischio la fertilità del terreno); questa combinazione di cose può portare alla rovina, una rovina che molti di noi non vedranno, certo, ma che i nostri figli e nipoti vivranno, domandandosi perché non abbiamo posto riparo quando eravamo ancora in grado di farlo.

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Secondo gli studi, quello dell’incremento demografico correlato ad i limiti del nostro Pianeta è il punto da cui partire per rivedere le priorità e soprattutto i doveri dell’essere umano in quanto unico vero responsabile del malessere che tutte le razze terrestri stanno affrontando ormai da anni.

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