Non solo turismo, a Santo Domingo parte anche la riforestazione

di Claudio Riccardi del 21 marzo 2013

La Repubblica Dominicana e l’ambiente: una lunga storia spiegata anche nel bellissimo libro di Jared Diamond, (Collasso, perché alcune società scelgono di vivere o di morire) dove si spiegano i destini stranamente antitetici dei due paesi che si dividono la stessa isola, la Repubblica Dominicana stessa e Haiti.

Da una parte la Repubblica Dominicana, contraddistinta da livelli di vita, reddito e sviluppo umano in linea con l’area caraibica, dall’altra i vicini di Haiti, paese che per una pluralità di indicatori di sviluppo (mortalità, tassi di analfabetismo, disoccupazione) rappresenta storicamente il fanalino di coda dei Caraibi.

Una forbice, questa, che l’autore spiega anche in termini di maggiore o minore distruzione dei propri habitat naturali. Se a Haiti la distruzione delle foreste è pressoché totale, la Repubblica Dominicana si è contraddistinta – specialmente durante l’era Balaguer – per la ferrea difesa delle sue aree verdi: decisione saggia, che ha permesso ai dominicani di perseguire una strada di sviluppo più sostenibile, evitare alcuni disastri naturali causati dalla deforestazione (frane ed alluvioni, tristemente frequenti invece oltre la frontiera haitiana) e diventare anche una apprezzata meta turistica.

Le aree verdi della Repubblica Dominicana sono tra l’altro destinate ad aumentare: sul suo suolo, infatti, entro i prossimi quattro anni verranno piantati 73 milioni di nuovi alberi, creando 4.300 nuovi posti di lavoro. Sono questi i numeri del piano di riforestazione appena approvato dal Ministero dell’Ambiente dello stato caraibico.

Lo scopo? Aumentare il verde disponibile nel paese, incrementare la percentuale di suolo a copertura boschiva, al momento ferma al 40% della superficie. Con questa strategia si mira a prevenire ed evitare fenomeni franosi, e contrastare gli effetti negativi di un clima in costante divenire, e sempre più violento nelle sue manifestazioni.

La grande opera, che darà forte slancio anche all’occupazione, avrà come destinatarie soprattutto le zone di montagna, i bacini idrografici degradati, i punti di confine con Haiti ed un lungo elenco di aree critiche. Assieme alla riforestazione il governo ha varato misure di responsabilizzazione per tutti i settori industriali, e coinvolto enti locali e ONG per sensibilizzare la popolazione sulla questione.

I lavori sono iniziati di buona lena nell’autunno dello scorso anno, da allora a Santo Domingo e dintorni sono stati piantati più di 4 milioni di nuovi alberi. E’ la strada giusta, lo insegna anche la storia.

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