Nuovi reati ambientali per il 2014

di Erika Facciolla del 25 marzo 2014

Il sì della Camera ha dato ufficialmente inizio all’iter che con ogni probabilità porterà al riconoscimento di nuovi reati ambientali anche nel nostro Paese. Se anche il Senato si pronuncerà in modo favorevole, infatti, il nostro Codice Penale presto potrebbe contemplare 4 nuovi delitti contro l’ambiente: disastro ambientale, inquinamento, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività e impedimento del controllo. Sono questi i reati ipotizzati nel disegno di legge approvato dalla Camera che ora passerà in mano al Senato per poi trasformarsi definitivamente in legge.

Il tanto atteso riconoscimento del reato di disastro ambientale potrebbe comportare pene dai 5 a 15 anni di reclusione e sarà applicato di fronte a qualsiasi atto perpetrato contro l’ambiente in grado di alterare un ecosistema in maniera grave o irreversibile, o compromettere la salute pubblica.

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Anche quello di inquinamento ambientale sarà punibile con pene tra i 2 e i 6 anni di carcere, multe salatissime nei casi più gravi, meno in quelli minori (tra i 10 e i 100 euro). Le sanzioni previste dall’attuale testo di legge scatteranno di fronte a comportamenti o atti dannosi per la biodiversità, il suolo, le acque e l’aria e saranno doppiamente pesanti se compiuti contro specie a rischio, aree protette e in presenza di dolo.

Giro di vite anche contro chi commercia, trasporta o abbandona materiale radioattivo. In questo caso si rischierà dai 2 ai 6 anni di reclusione e multe fino a 50.000 euro. Meno severe, ma ugualmente pesanti, le pene per chi ostacola in qualsiasi modo le operazioni di controllo ambientale effettuate dalle autorità competenti sul territorio (da 6 mesi a 3 anni di carcere).

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L’approvazione del provvedimento da parte della Camera ha suscitato soddisfazione ed entusiasmo dai diversi fronti. Tra i tanti, i rappresentanti di Legambiente e WWF hanno definito la notizia ‘un passo molto importante per la crescita del nostro Paese’ e ‘un impegno concreto delle istituzioni contro le Ecomafie’ che stanno martoriando l’Italia da Nord a Sud.

 

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