Elezioni USA: Obama promette piano per riduzione emissioni CO2 entro 2030 ma la Destra lo boccia

di Luca Scialò del 11 settembre 2015

Tra poco più di un anno negli Usa ci saranno le elezioni presidenziali. E così già ferve la campagna elettorale, con il Partito Democratico che probabilmente sceglierà Hillary Clinton, moglie di Bill, come proprio candidato, mentre i Repubblicani vedono più di dieci candidati in campo a contendersi la nomination presidenziale nelle prossime primarie.

Molta attenzione nei giudizi sui programmi viene riposta anche sull’Ambiente, dato che l’America è tra le principali potenze mondiali, e dunque, tra i principali attori nella lotta all’inquinamento. Se i Repubblicani sono notoriamente meno sensibili a questa tematica, anzi, alcuni esponenti hanno già attaccato perfino la tanto apprezzata recente enciclica green di Papa Francesco dal titolo Laudato si, il Partito democratico sa che deve recuperare credibilità in tal senso.

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Barack Obama ha ricevuto grande fiducia da parte degli ambientalisti, ma in questi otto anni di carica ha deluso ampiamente le loro aspettative. Avallando nuove estrazioni marine di petrolio e gas, non alzando la voce nei vari meeting sul clima, investendo poco nelle rinnovabili. Ad onor del vero però, va anche detto che ha dovuto lavorare con la maggioranza relativa ad una sola Camera fin dalla seconda metà del primo mandato. Pertanto, gli è stato quasi difficile praticare le riforme volute (la stessa situazione si è verificata per la riforma sanitaria).

E allora si gioca la carta delle promesse, lanciandole con una delle sue frasi ad effetto: “Quando il mondo incontra le sfide più dure, è l’America a guidare sulla strada da seguire. Ed è così anche con questo piano”. Afferma di voler ridurre entro il 2030 le emissioni di CO2 del 32%, perché, afferma, “siamo la prima generazione a sentire l’impatto del cambiamento climatico e l’ultima generazione che può fare qualcosa” per combatterlo.

Tralasciando altre frasi simili e trite e ritrite, veniamo ai dettagli del piano che sarà presentato a dicembre a Parigi come esempio al vertice delle Nazioni Unite sull’ambiente. Secondo quanto dice, l’Agenzia USA per l’Ambiente sta fissando per la prima volta gli standard per mettere fine all’emissione senza limiti di carbonio dalle centrali elettriche, che sono la fonte di un terzo dell’inquinamento da monossido in America.

Era ora, diremmo noi.

Così Obama pensa di poter limitare i danni legati all’inquinamento fino al 90% e ipotizza anche sensibili miglioramenti della salute dei suoi concittadini, ad esempio stima fino a 90mila attacchi di asma in meno tra i bambini USA, ogni anno.

Poi l’affondo sull’aspetto economico della faccenda:il piano farà risparmiare ad ogni americano 85 dollari l’anno sulle bollette di luce e gas.

Su quest’ultimo punto però i Repubblicani sono molto critici, uno dei candidati di destra – Marco Rubio – critica l’Amministrazione perché sostiene che questi provvedimenti sono ‘buoni per l’ambiente, ma meno buoni per l’economia’.

Sulla stessa lunghezza d’onda Jeb Bush, fratello del già Presidente George, anch’egli candidato di destra, che trova il piano di Obama addirittura ‘irresponsabile’, e ‘farà perdere il lavoro ad infinite persone ed aumenterà il costo dell’energia per tutti‘.

Insomma, bocciatura su tutta la linea da parte della Destra americana, per questo piano antiemissioni. Obama però ha ribadito al Congresso le sue intenzioni e anzi andrà oltre, programmando una visita nelle zone artiche dell’Alaska (divenute nuova Mecca del Petrolio, a causa dello scioglimento dei ghiacciai), un colloquio sull’ambiente con Papa Francesco nel corso della sua visita negli USA a settembre, un discorso entro ad un seminario annuale a Las Vegas sull’energia pulita e diverse altre iniziative…

Dunque, la campagna elettorale americana è già cominciata. E i due partiti hanno già fatto capire come la pensano sull’ambiente.

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