L’obesità è un costo sociale

di Chiara Greco del 15 gennaio 2015

Un tema che non è ormai “solo” sanitario: l’obesità è un costo sociale rilevantissimo e sono sempre più frequenti gli studi che tentano di quantificarlo

Dell’obesità si parla molto, come una delle problematiche più gravi che affliggono il nostro tempo. Se fino a qualche decennio fa però si additavano gli Stati Uniti come principale “responsabile” del problema, addossando molte delle colpe ai grandi colossi di fast food, alle catene di ristoranti e alla vendita incontrollata di bevande e cibi iper-calorici, oggi i confini di questo serissimo problema sanitario sono decisamente meno definiti. Si è infatti da poco stimato che di obesità è affetto oggi il 30% della popolazione, ovvero circa 2 miliardi di persone nel mondo.

A parte i numeri sicuramente sconcertanti, quello che però preoccupa di più sarebbe l’ammontare economico delle spese di cui i sistemi sanitari si fanno carico per affrontare il tema, che avrebbe ormai assunto le proprozioni di una vera e propria piaga economica per la collettività. L’obesità è un costo sociale dalle proporzioni astronomiche, pari al 2,8 % del Pil mondiale. Il problema ha già raggiunto queste proporzioni ma entro il 2030 potrebbe anche peggiorare, se non affrontato con i mezzi adeguati, e il numero di persone sovrappeso o obese allargarsi al 50% sull’intera popolazione mondiale.

obesità costo sociale

Obesità: un problema ormai mondiale

Che fare dunque? Come affrontare l’insidioso costo? Un interessante studio di recente proposto dal MC Kinsey Global Institute, intitolato “La sopraffazione dell’obesità: un’iniziale analisi economica”, avrebbe trovato ben 44 possibilità di intervento divise per 14 aree che potrebbero sconfiggere gradualemte questo flagello che ormai si abbate su un altissima percentuale di individui, e in tante aree del mondo. Alcuni esempi di intervento sarebbero quelli di proporre un’etichettatura più idonea per valori nutrizionali e calorie sulle confezioni degli alimenti, una ricalibrazione delle porzioni dei pasti nelle mense scolastiche ed una riduzione all’impulso mediatico delle campagne pubblicitarie su cibi e bevande iper-calorici.

Secondo le stime economiche dello studio, in Gran Bretagna ad esempio, gli investimenti nella ricerca potrebbero essere ben controbilanciati da un risparmio della National Health Service, con un efficientemente di ben 1,2 bilioni di sterline all’anno. Lo studio sembrerebbe affermare che se numeri impressionanti relativi all’obesità, da soli, potrebbero non convincere a trovare una soluzione, lo potrebbero fare queste analisi economiche.

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