OGM, soluzione per nutrire il pianeta o pericolo mortale?

di Erika Facciolla del 29 dicembre 2013

Quello degli OGM continua ad essere uno dei temi più dibattuti e controversi dell’ultimo decennio. Scienziati, istituzioni, associazioni animaliste ed esperti di tutto il mondo si dividono sull’eticità della scelta e la pericolosità che l’ingresso di organismi geneticamente modificati nella catena alimentare umana potrebbe comportare.

Con essi anche l’opinione pubblica mondiale appare spaccata in due orientamenti di pensiero: chi ritiene che sia assolutamente immorale e ‘contro’ natura’ ridisegnare il patrimonio genetico di alcuni animali per accelerarne la crescita e proteggerli dai parassiti, chi invece inizia a credere che questo sia l’unico modo per risolvere il problema della fame nel Mondo e della progressiva diminuzione di risorse alimentari disponibili sul Pianeta.

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Recentemente il dibattito si è riacceso dopo che lo scorso 28 novembre 2013 il governo canadese ha autorizzato la produzione uova di salmone transgeniche prodotte dalla ditta americana AquaBounty Technologies che ha sede sull’isola di Prince Edward (Massachusetts). E malgrado la produzione di salmoni atlantici geneticamente modificati su larga scala non potrà essere avviata senza il benestare della US Food and Drug Administration, l’iniziativa ha suscitato scalpore e proteste.

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In attesa che l’Agenzia Sanitaria statunitense si pronunci sulla questione, il comitato veterinario della FDA ha già espresso il suo parere sostenendo che il salmone transgenico creato nelle incubatrici della AquaBounty sia del tutto uguale – ‘con ragionevole certezza’ – a quello che si trova nell’oceano Atlantico, mentre il rischio di una ‘dispersione’ dei salmoni OGM nell’ambiente (con conseguente snaturamento dell’intera specie e della biodiversità) sarebbe molto basso, poiché gli avannotti  (i piccoli nati dei salmoni) verrebbero allevati in vasche confinate in regioni isolate del Canada e a Panama. Poche invece le certezze che gli esperti hanno per quanto concerne i rischi per la salute umana, uno dei punti focali della vicenda.

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Se, da una parte, l’opinione pubblica americana sembra aprirsi alla possibilità di ammettere cibo geneticamente modificato nel mercato alimentare, in Europa la riluttanza è ancora altissima. Secondo i dati raccolti da Pegasus, l’agenzia creata dalla Commissione Europea per valutare l’orientamento dei cittadini dell’Unione sull’argomento, le maggiori paure non hanno tanto a che fare con l’aspetto ambientale, quanto con quello etico: la tutela dei diritti degli animali, il rispetto per l’essere ‘vivente’ e per la Natura, sono ciò che anima di più le associazioni Europee che si oppongono alla commercializzazione di animali o piante geneticamente modificati e che rendono i consumatori altrettanto ostili all’eventualità di cibarsene.

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A loro si oppone la schiera dei sostenitori degli OGM, che ritiene altrettanto deprecabile e scellerata l’ipotesi di rinunciare a quella che ormai molti considerano l’unica chance per risolvere il problema della fame nel Mondo. Nonostante ci sia coscienza del fatto che le carestie siano fenomeni complessi imputabili a molteplici fattori, prima fra tutti politici, ‘boicottare gli OGM sarebbe un’idiozia di prim’ordine’ visto il ritmo con cui la popolazione mondiale sta crescendo, e con essa, la domanda alimentare.

E voi, cosa ne pensate?

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