Ora il nano da giardino è compostabile

di Claudia Raganà del 11 marzo 2013

Si chiama Mino. E già il nome, così “diminuito”, fa venire in mente qualcuno dalle fattezze minute. Mino però, a dispetto delle sue dimensioni, è molto più intraprendente dei suoi fratelli più anziani. Di cosa si tratta?

Di uno gnomo da giardino ma non uno dei tradizionali pupazzetti dai colori sgargianti che fanno bella mostra di sé nei giardini di certi nostri anziani vicini. Mino non resta in giardino a tempo indeterminato come gli altri gnomi; è invece destinato a durare una sola stagione, per poi sparire trasformandosi in concime di alto livello.

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E’ infatti costituito da rifiuti casalinghi compostati che vengono messi in una formina ‘a gnomo’, pressati e lasciati seccare. Tutto fatto rigorosamente a mano. L’inventore? Un giovane bresciano, Giovanni Tomasini, che ha saputo donare utilità ad un personaggio fiabesco e un pò kitsch, molto comune ed utilizzato nei giardini di tutto il mondo.

Che sia la volta che il nano da giardino, come nel film di Amèlie, possa finalmente girare per il mondo liberandosi della schiavitù, lasciando i suoi proprietari a dilettarsi con Mino, magari spedendogli cartoline dai posti più belli?

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