Ostelli Zero Waste, ovvero come gli ostelli italiani vogliono diventare più green

di Alessia del 24 settembre 2013

La realtà degli ostelli è molto viva nella nostra penisola, da sempre luogo di ritrovo di viaggiatori predisposti al senso dell’avventura. Perchè allora non avviare proprio in questi contesti, tipicamente frequentati dalle nuove generazioni, un capillare processo di sensibilizzazione sul mondo del riciclo e della raccolta differenziata?

Sulla scorta di queste riflessioni in questi giorni è stato firmato un importante ‘Protocollo d’intesa’ tra AIG (Associazione Italia Alberghi per la Gioventù) e i Consorzi Nazionali per il riciclo e il recupero degli scarti da imballaggio (Cial per l’alluminio, Comieco per la carta, Corepla per la plastica, Coreve per il vetro, Ricrea per l’acciaio e Rilegno per il legno).

Il Protocollo si chiama ‘Ostelli Zero Waste’ e mira a diffondere le best practice per una raccolta differenziata efficiente e funzionale. In una fase iniziale del progetto verranno scelti degli ostelli-campione nelle città di Napoli, Milano, Bologna, Cagliari e Torino dove i tecnici ambientali della Cooperativa ERICA effettueranno dei sopralluoghi.

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Saranno prese in esame le modalità di organizzazione della raccolta dei rifiuti, la tipologia della merce scartata e infine verranno raccolte informazioni da gestori ed ospiti per cercare di avere una panoramica sulle principali criticità legate alla gestione della spazzatura.

Tutti i responsabili degli ostelli e gli addetti ai lavori parteciperanno a dei corsi di formazione specifici improntati sulle “buone pratiche”.

A partire da questa esperienza potranno essere stilate delle linee guida che verranno successivamente estese a tutti gli ostelli appartenenti al circuito AIG (parliamo di circa un centinaio di strutture).

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Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno hanno un ruolo fondamentale nel nostro Paese per il recupero degli imballaggi, pensate che su 11 milioni di tonnellate di rifiuti da imballo ne viene recuperate oltre il 70%: 3 imballaggi su 4.

Adesso tocca solo sperare che altre strutture ricettive si lascino incuriosire dal potenziale del progetto, dimostrando che l’eco-turismo può diventare realtà a tutti i livelli di ricettività dal grand hotel al piccolo bed&breakfast.

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