Pammukale, una meraviglia naturale

di Erika Facciolla del 21 novembre 2012

Non credete al fascino irreale che solo un luogo incantato può regalare agli occhi di chi lo osserva? Beh, per cambiare idea vi basterà posare lo sguardo (meglio ancora se dal vivo) su un capolavoro che solo la natura poteva disegnare in maniera così perfetta, proprio a metà strada tra il sogno e la realtà. Il suo nome è Pammukale (‘castello di cotone’) e per ammirarlo di persona vi basterà andare in Turchia, precisamente nella provincia di Denizli (Anatolia sud-occidentale).

Già dichiarato ufficialmente Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, Pammukale rappresenta uno degli scenari più straordinari al mondo, dove la Natura è riuscita a scolpire nel calcare delle suggestive terrazze marmoree che sembrano essere ricoperte da un sottile e soffice strato di zucchero, neve o – proprio come suggerisce il nome – candido cotone.

Le sedimentazioni calcaree che nei secoli hanno dato vita a questa incredibile e colossale scultura naturale, provengono dai corsi d’acqua (alcuni dei quali caldi) che sgorgano dalle montagne circostanti. Ed in questo lembo di terra caratterizzato da un clima tipicamente continentale è possibile passeggiare e fare il bagno a 36 gradi centigradi anche in pieno inverno, muniti magari di un paio di calzini di cotone per evitare di scottarsi i piedi a contatto con le calde rocce bianche.

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L’antico centro abitato di Hierapolis, costruito sulla sommità del ‘castello di cotone’ si trova a circa 20 km dal sito naturale ed è meta ogni anno di fitti pellegrinaggi di turisti provenienti da tutto il mondo, attirati dalla singolare bellezza di questo angolo di paradiso sperduto tra le vette dei monti turchi.

La vasta area di Pammukale è ricca di fonti termali la cui acqua è satura di ioni, calcio e anidride carbonica. E sono proprio i fiotti dell’acqua sorgiva a creare le particolari ‘cascate di ghiaccio’ che tanto affascinano i visitatori del sito.

Per proteggere il delicato ecosistema di Pammukale dal turismo di massa, che un tempo minacciava di deturpare e scurire il paesaggio (nel ventesimo secolo furono costruiti diversi hotel e strade asfaltate) il parco è oggi protetto, così come le antiche rovine di Hirapolis.

Le acque termali vengono ora incanalate ed erogate in maniera controllata, così da evitare lo sgretolamento dei sedimenti di carbonato di calcio, che donano alle rocce l’inconfondibile candore.

Un luogo magico, dunque, che per molti aspetta ricorda i più vicini Bagni di San Filippo, in Val D’Orcia e le splendide cascate del Huanglong National Park (Cina) dove ci si può imbattere in qualche raro esemplare di panda gigante. Vedere per credere.

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