Pannoli riciclati, succede al Centro di Riciclo di Vedelago

di Claudio Riccardi del 23 dicembre 2012

Cosa succede ai pannolini sporchi dei bambini? Una volta conferiti nel sacco indifferenziato, vengono destinati agli inceneritori oppure seppelliti nelle discariche. Alla fine dell’anno i rifiuti di questo tipo ammontano a 9 milioni di tonnellate, con un impatto sull’ambiente preoccupante.

Tuttavia dal Veneto è arrivata una soluzione al problema: un impianto per il riciclo totale dei pannolini usa-e-getta. Installato a Vedelago, nel trevigiano, si tratta della prima struttura al mondo di questo genere. La prima filiera completa per il recupero totale, al 100%, di pannolini, pannoloni e assorbenti.

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Il “Centro Riciclo Vedelago” (CRV) è un impianto di stoccaggio e di selezione dei rifiuti all’avanguardia e conosciuto in tutto il mondo. Merito della famiglia Mardegan, che alla fine degli anni ’90 ha avviato una piccola realtà locale divenuta in poco tempo leader internazionale nel settore della selezione e del recupero dei rifiuti, nonché nella produzione di materia prima seconda.

Il nuovo macchinario, assemblato negli Stati Uniti, è frutto di un brevetto costato risorse e tempo, 3 anni di ricerche e di test sul campo, e si è avvalso del contributo determinante del Comune di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese, premiato ben tre volte come “Comune più riciclone d’Italia”, all’avanguardia per la raccolta differenziata dei pannolini usa-e-getta.

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La tecnologia sviluppata dal CRV permette un riciclo effettivo del 100% del materiale, perché consente di recuperare tutta la cellulosa e tutta la plastica contenute nei pannolini. Con l’impianto operativo, a partire da fine 2012, la plastica potrà essere riutilizzata per realizzare arredi urbani ed altri oggetti, mentre dalla componente organico-cellulosica nasceranno cartoni da imballaggio.

Il ‘guadagno’ per l’ambiente sarà evidente: si calcola che, a regime, verranno eliminati ben 3.250 m3 di rifiuti destinati alla discarica e recuperate fino a 1.250 tonnellate di nuova materia prima. Persino il contenuto organico viene sterilizzato e precipita come sale organico, che è riutilizzabile.

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All’impianto verranno conferiti i rifiuti di 42 Comuni del Veneto Nord-Orientale, quelli ovvero gestiti dalla società di raccolta Savno. Ma siamo sicuri che l’innovativo progetto attirerà l’interesse di una fetta di territorio più ampia.

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