Paradossi green: la Cina salverà il pianeta?

di Ilaria Palmeggiani del 21 novembre 2012

La Cina, con oltre 1 miliardo di abitanti, è il maggiore responsabile di emissioni di anidride carbonica al mondo eppure, ultimamente, si è resa protagonista di una nuova politica di sviluppo più attenta all’ambiente, superando in questo gli Stati Uniti che, comunque, non brillano in questo campo, basti ricordare come non abbiano aderito al protocollo di Kyoto.

E così, dopo la concorrenza economica arriva quella sull’eco-sostenibilità, grazie anche agli enormi progressi compiuti dalla Cina nel campo delle energie rinnovabili.

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Pur rimanendo il maggiore inquinatore mondiale, il grande Paese orientale nel 2011 è diventato il primo produttore di pannelli  epr catturare energia solare, superando gli Stati Uniti, dove la politica energetica non prevede incentivi alle rinnovabili.

E così può accadere che nello stesso anno l’azienda americana Solyndra, numero uno al mondo nella fornitura di pannelli solari, fallisca. Probabilmente la causa è stata la competizione con i pannelli fotovoltaici cinesi, venduti ad un prezzo molto più basso grazie alle sovvenzioni statali. Però una notizia di questo tipo fa riflettere sul ruolo della potenza cinese nel business delle rinnovabili e non solo.

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Anche l’Europa nel frattempo sembra restare indietro: a causa della crisi economica, infatti, sono stati tagliati i fondi per le energie rinnovabili, facendone diminuire così la produzione. Anche questo ha favorito l’ascesa della Cina, che ora è il più grande produttore di pannelli solari e, secondo gli esperti, diventerà presto anche leader mondiale in molti settori della green economy.

La politica di crescita economica cinese negli ultimi tempi ha infatti preso sempre più in considerazione  molti aspetti di tutela ambientale, prova ne è l’ultimo Piano Quinquennale varato dal governo cinese, in cui si dà spazio ad un’economia più sostenibile, investendo molte risorse nella protezione del territorio e nella bonifica ambientale.

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L’obiettivo principale cinese resta la riduzione delle emissioni di CO2, grazie al taglio dell’impiego del carbone e al varo di nuove sovvenzioni per energia eolica e solare, ma sono considerate strategiche anche la costruzione di nuovi edifici a risparmio energetico e la realizzazione di piste ciclabili, inoltre è allo studio un ampio programma di riforestazione.

Un’altro degli aspetti più interessanti della nuova eco-strategia cinese sono i cosiddetti ‘crediti verdi’ che diverrano obbligatori l’anno prossimo e vengono concessi sia a imprese statali che ad aziende private, purché queste portino avanti innovazioni sostenibili.

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Ecco così il paradosso: il Paese più inquinato al mondo, che per molti versi continua a produrre senza nessun tipo di attenzione all’ambiente e sacrificando il benessere del territorio al guadagno e alla crescita economica, potrebbe un giorno salvare il pianeta dal riscaldamento globale.

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